Quanta forza si può esercitare con un verricello? Semplice, la si può dedurre dal numero generalmente indicato sopra (V. immagine sotto) ed è direttamente proporzionale a quella che applichi sulla “maniglia” che lo mette in movimento.
Si sa che i marinai sono uomini forti, ma la forza che serve per regolare le vele lo è ancora di più, molto di più. Prima dell’invenzione del verricello, strumento che moltiplica la forza umana si usavano i paranchi, a volte agivano su di essi un gran numero di marinai come ancora oggi a bordo dell’Amerigo Vespucci.

Un adulto, con le braccia, esercita mediamente una forza di trazione di circa 30 kg. Un po’ di più se ci si punta con la schiena incuneando i piedi. In ogni caso tale forza non basterebbe a contrastare quella del genoa di un moderno cruiser.
Ancora una volta sono state le regate a fornire la soluzione. La comparsa dei primi verricelli è stata nell’America’s Cup del 1903 su Reliance barca dalle caratteristiche impressionanti per l’epoca:
Tipo di armo: Cutter aurico
Marinai: 64
Dislocamento: 189 tonnellate
Lunghezza: LOA 61,26 m
LWL: 27,43 m
Larghezza: 7.92 m
Pescaggio: 6,10 m
Superficie velica: 1.511 m²
L’argano, è una macchina semplice, una specie di riduttore di sforzo che può essere anche a più velocità. Attraverso una manovella (maniglia) si mettono in moto una serie di ingranaggi che fanno girare un cilindro (campana) sul quale viene avvolto il cavo. Tutti i verricelli del mondo hanno in comune una caratteristica: il senso di rotazione della campana. Destrorso!
Oggi questa “macchina” è chiamata comunemente winch o verricello.
La lunghezza della manovella, per ragioni fisiche relative alla leva, è molto rilevante. Più è lunga e più forza sviluppa il membro dell’equipaggio che la aziona. Quindi, per motivi di omogeneità, la sua lunghezza standard è stata fissata in 10 pollici corrispondenti a 25,4 cm.
Tutti i calcoli, per conoscere la forza esercitata da un verricello, saranno quindi riferiti e basati su questa lunghezza, anche se in commercio se ne trovano di più corte (i produttori offrono anche da 8 pollici ovvero di 20,3cm).
Quindi come interpretare il numero sull’argano?

Le dimensioni degli argani sono indicate da numeri: 20, 30, 40, 44, 48, ecc. Piccoli numeri per gli argani piccoli e viceversa per quelli più grandi.
Questo numero altro non è che un moltiplicatore ovvero significa che se alla maniglia che aziona un verricello da 40 si applica una forza di 1 kg il verricello ne svilupperà una da 40 kg sulla fune che vi è avvolta. Questo vale per la velocità più ridotta.
All’inizio abbiamo detto che un velista può esercitare una forza fino a 40 kg di trazione quindi 40×40=1600kg numero non proprio indifferente che gli permetterà di issare e regolare vele piuttosto grandi anche se sottoposte a forze di vento importanti!
Volendo essere precisi questi dati sono teorici, poiché non considerano l’attrito che inevitabilmente causa qualche perdita di forza applicata e resa.
Ma proprio qui si debbono mettere inevitabilmente in relazione altri accessori presenti e indispensabili lungo le linee di tiro di drizze o scotte. Quando si cazza una drizza, passante per uno stopper deputato a bloccarla, o in un bozzello che ne devia il percorso, dobbiamo considerare i dati caratteristici delle relative manovre correnti e a quali forze questi accessori sono realmente assoggettati, forze a cui devono resistere con un buon margine di sicurezza.
Quindi, quando si scelgono o si cambiano le attrezzature di bordo, si dovranno necessariamente considerare queste relazioni che sono inevitabilmente sempre interconnesse.
B.V.
Francesco Rancan
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