I velisti avveduti, prima di intraprendere una navigazione, consultano le previsioni meteorologiche. Negli ultimi anni, con l’avvento di Internet i siti dedicati hanno proliferato ed ognuno di noi, in base alle proprie preferenze ed esperienze pregresse, ha la possibilità di scegliere a quale fonte affidarsi.

Tale scelta dipende da una serie di fattori soggettivi: oltre alla presentazione “grafica” che può essere più o meno chiara od accattivante, siamo tutti propensi a dare maggior credito al sito che, in passato, ci abbia dato prova della propria affidabilità e non ci abbia mai “tradito”. Talvolta la scelta cambia in base alla zona di navigazione, quindi facciamo scelte diverse se veleggiamo in Adriatico oppure sul Tirreno.

Spesso verifichiamo la coerenza delle previsioni fornite da più siti e quando non troviamo particolari discrepanze ci sentiamo più tranquilli. Qui nasce un primo equivoco: i grandi modelli matematici che elaborano le equazioni differenziali (gli ingredienti base delle previsioni) si basano su metodi di calcolo (cinque o sei in tutto il mondo) che hanno bisogno di supercomputer che sono al di fuori della portata dei comuni mortali, gestiti direttamente dai servizi meteorologici dei vari stati o addirittura, come nel caso dell’Europa, da un centro di previsione su scala continentale.

Da qui nascono i modelli previsionali ai quali più o meno tutti fanno riferimento per elaborare le previsioni su scala locale. Ogni sito specializzato elabora con un proprio algoritmo tali previsioni, apportando modifiche o personalizzazioni di modestissima entità ed è assai probabile che, se vi è un errore nel modello iniziale, la precisione di tutte le previsioni ne sia fortemente inficiata.

Giova ricordare (anche ai fini dell’accertamento di responsabilità in caso di eventi che comportino danni seri alla barca, la perdita della stessa, danni alle persone o peggio) che in Italia l’unica fonte ritenuta “ufficiale” è il Bollettino emesso ogni sei ore dal Servizio Meteorologico dell’Aeronautica Militare.

Dopo questa premessa è il momento di tornare al quesito iniziale riportato nel titolo: COSA STA SUCCEDENDO ALLE PREVISIONI METEO? Prendo lo spunto da una lettera inviata a BOLINA da un lettore che naviga normalmente in acque croate, il quale segnala una sorta di progressivo decadimento del livello di affidabilità delle previsioni.

L’autore lamenta, in particolare, la reiterata imprecisione nel prevedere l’intensità dei fenomeni, con particolare riferimento alla velocità del vento, con una sottovalutazione che arriva al 70%: ad esempio vento previsto 15 kn, vento reale 25 kn. Quindi l’errore non è sugli orari o sulla direzione, ma proprio sull’intensità.

Per esperienza personale mi sono molto riconosciuto nel “grido di dolore” del lettore: nello scorso mese di Luglio ’21, per ben tre volte sono uscito per una tranquilla veleggiata “familiare” con equipaggio ridotto, con una previsione di brezza pomeridiana da Nw di 12 Kn e mi sono ritrovato a navigare con 22 / 24 kn, in un caso addirittura con 27 kn costanti per due ore!

Qualcuno potrà obiettare che, in fondo, un velista dovrebbe esserne contento: molto meglio questo di una languida bonaccia. Di gran lunga preferibile sarebbe stata la preannunciata brezza da 12 kn perché, con 27 nodi di vento, bisogna incominciare a “difendersi”. Inoltre non è la stessa cosa affrontare quella situazione con un equipaggio esperto oppure con la moglie, salita in barca convinta di godersi quattro bordi tranquilli ed un bagnetto ristoratore.

Resta il fatto che le previsioni erano sbagliate e che questa situazione si presenta con sempre maggiore frequenza, mettendo a repentaglio la sicurezza della navigazione.

Poiché questa tendenza sembra essersi accentuata e consolidata negli ultimi due o tre anni, gli esperti si sono interrogati e sono arrivati alla conclusione che il tutto sia da mettere in relazione al cambiamento climatico in atto nel pianeta ed in particolare in alcune zone: la notizia, non proprio rassicurante, è che il Mediterraneo sembra essere una delle aree più esposte.

Nel prossimo numero del nostro Giornalino cercheremo di capire perché …

Buon Vento a tutti!

Mirco Mascotto