Nel precedente articolo su questo argomento, pubblicato nel numero di Novembre/Dicembre, abbiamo visto come organizzare la vita di bordo ed i turni di guardia durante una navigazione notturna, accennando brevemente al pericolo di colpi di sonno improvvisi.

Non esiste una regola per il manifestarsi di questo evento, anche se è stato accertato che, nel caso di una persona che nella vita di tutti i giorni abbia orari che potremmo definire “normali”, le ore nelle quali si concentrano episodi di questo tipo sono quelle comprese tra le due e le cinque del mattino. E’ consigliabile organizzare le  guardie in modo che il “cambio” avvenga più o meno a metà di questo arco temporale, quindi verso le 03 e 30, in modo da ripartire su due turni le ore più critiche. E’ bene ribadire che, anche se ci si sente in grado di proseguire, il sonno può arrivare all’improvviso e senza segnali premonitori: nell’aneddotica del Paterazzo, non mancano racconti di Soci che, per qualche tempo, hanno timonato dormendo!

Un altro comportamento da evitare è quello di accendere la torcia elettrica con il fascio di luce diretto verso gli occhi del  compagno di turno. Il nostro apparato visivo é molto efficiente e 100 milioni di Bastoncelli (circa) assicurano un buona visione “scotopica” (con pochissima luce). Si tratta di fotoricettori molto sensibili ed eccitabili i quali, se vengono colpiti da una luce diretta, perdono momentaneamente le loro capacità; i nostri occhi non vedranno più niente per parecchi minuti e ne impiegheranno circa venti per riacquistare la visione  ottimale.

Quindi ricordiamoci sempre queste semplici regole: tenere accese solo le luci davvero indispensabili (luci di via, carteggio, strumenti, bussola) ed accendere la torcia solo quando è veramente indispensabile (es: controllo del windex in testa d’albero per verificare l’andatura) e soltanto dopo averla puntata nella giusta direzione. Quando riponete la torcia ricordartevi di tenerla lontana dalla bussola di governo perché il campo magnetico generato dalle batterie potrebbe alterarne il buon funzionamento e comprometterne le precisione.

Limitate i movimenti in coperta allo stretto indispensabile: il pozzetto è il luogo più sicuro e, come è già stato scritto, se proprio lo dovete lasciare accertatevi di essere legati MOLTO BENE! Muovetevi poco! In questo modo limiterete i rischi per voi e dimostrerete rispetto per i vostri compagni di avventura i quali, sotto coperta, stanno faticosamente cercando di dormire e potrebbero riuscire meglio nell’impresa se chi è di guardia evitasse passeggiate inutili e perigliose transumanze da poppa a prua e ritorno.

Un’ultima cosa: se indossate la cintura e l’ombelicale, non dovrebbe mancare un moschettone. Ebbene, evitate che sbatta continuamente in coperta; la barca ringrazierà ma lo faranno soprattutto i vostri amici sdraiati in cuccetta ai quali sarà risparmiato il ticchettio martellante e fastidioso del metallo che batte sulla vetroresina, “amplificato” dal rimbombo che accompagna tutti i rumori di bordo.

Buon Vento a tutti!

Mirco Mascotto