Devo confessarlo: per me consultare carte nautiche, portolani, libri e pubblicazioni varie della zona dove prevedo di andare a navigare E’ UNA VERA GODURIA!

A questi mezzi, che potremmo definire tradizionali, si sono aggiunti in tempi relativamente recenti Google Earth e le mappe elettroniche Navionics. Insomma, per ricordare ancora il già citato Charles Darwin “il viaggio inizia nel momento in cui incominciamo a sognarlo…”.

Di più: studiare carte e documenti è un modo per incominciare a conoscere la nostra meta, per immaginarne i contorni e penetrarne i segreti: un vero e proprio PIACERE ANTICIPATORIO, oltre che un modo per assaporare con la fantasia qualche scampolo d’estate in acconto, sfuggendo per qualche istante al giogo grigio e freddo dei nostri inverni padani.

Poco importa se le destinazioni che sogniamo ci sono già note: vi è sempre qualche anfratto che abbiamo distrattamente trascurato e che ci siamo ripromessi di visitare, qualche escursione a terra che ci incuriosisce, qualche baia che ci attira irresistibilmente … e poi le persone che incontreremo non saranno quelle che abbiamo conosciuto in passato ed anche quando ci toccherà di incrociarne di conosciute, comunque non saranno PIU’ le stesse.

In queste poche righe, vorrei tuttavia soffermarmi su aspetti più “pratici” ed entrare nel merito della pianificazione della nostra navigazione. La premessa d’obbligo (prendendo in prestito ed adattando un vecchio adagio) è che in mare “L’UOMO PROPONE ED IL METEO DISPONE”. Tutti i programmi ed il nostro piano di navigazione per raggiungere le mete tanto agognate sono comunque subordinati alle condizioni meteomarine.

Tuttavia, quando incominciamo a pianificare la nostra crociera estiva, non possiamo ancora sapere se il tempo sarà benevolo oppure se dovremo guardarci da qualche insidia: queste sono valutazioni che potremo fare soltanto pochi giorni prima di partire, quando le previsioni saranno più affidabili e la tendenza evolutiva del meteo ormai consolidata. Quindi, altri sono i fattori che potremo prendere in considerazione quando, con parecchie settimane di anticipo, pianificheremo le nostre vacanze in barca.

Al primo posto metterei l’EQUIPAGGIO. Da chi sarà composto ? Questa è una domanda cruciale perché un equipaggio familiare avrà esigenze ed aspettative diverse rispetto ad un gruppo di amici, tutti velisti scatenati! Nel primo caso bisognerà prevedere percorrenze giornaliere molto brevi, diciamo 25 miglia di media.

Oltre a questo, la sosta in baia per il bagno e per il pranzo saranno inderogabili. Infine, se a bordo ci sono dei ragazzi, un ormeggio in un paesino, non dico mondano, ma almeno un po’ vivace sarà sempre molto gradito, forse più di una serata in rada a strimpellare la chitarra e ad osservare le stelle.

Nel secondo caso, con un equipaggio molto motivato ed interessato a macinare miglia per fare esperienza, potremo allargare i nostri orizzonti, allungando il percorso medio giornaliero, contemplando qualche notte in rada e , perché no, anche una navigazione notturna, che è sempre molto suggestiva e, nei racconti post-crociera, fa anche “figo”!

Il bagnetto di metà giornata con relativo “spaghetto” non sarà disdegnato, ma la durata della sosta potrà essere limitata, la partenza al mattino più sollecita e l’atterraggio serale posposto di un paio di ore. Pensare a navigazioni giornaliere di una quarantina di miglia non è azzardato. Va da sé che gli orizzonti del nostro programma si ampliano consentendoci (sulla carta) di raggiungere mete più distanti.

Fatte queste debite considerazioni, un altro fattore determinante è IL TEMPO A DISPOSIZIONE. Se noleggiamo una barca per una settimana (sei giorni di navigazione) dovremo immaginate un percorso “circolare” che ci consenta di ritornare al punto di partenza in tempo utile per restituirla. Se invece il noleggio è di due settimane avremo margini molto più ampi e le possibilità aumenteranno esponenzialmente (ed anche i costi del noleggio).

Qualche anno fa il Paterazzo riuscì a stipulare un contratto one-way: prendemmo possesso delle barche a Trogir e le restituimmo dopo una settimana a Dubrovnik. E’ una soluzione un po’ più costosa e , soprattutto, non sono molti i charter che offrano questa possibilità che implica, per loro, problemi logistici di difficile gestione, soprattutto nei mesi estivi.

I più fortunati navigano su una barca di proprietà, quindi i tempi si possono, entro certi limiti, dilatare consentendo una pianificazione molto più articolata, alternando giornate dedicate ai trasferimenti ad altre più “tranquille”, intercalando serate in rada ad ormeggi in qualche Marina etc., senza la spada di Damocle di date di rientro da rispettare a tutti i costi.

E’ comunque imprescindibile prevedere almeno un giorno “cuscinetto” che consenta di recuperare le miglia perdute a causa di una pausa forzatamente imposta dal meteo. Agosto, tradizionalmente dedicato alle ferie estive, è anche il mese di passaggio da una situazione meteorologica prettamente estiva, ad una caratterizzata da temporanea instabilità.

In Croazia ci dovremo aspettare temporali sulle zone interne che “scaricheranno” Bora forte sul mare mentre sul Tirreno è proverbiale, subito dopo Ferragosto, l’arrivo dello Scirocco, seguito a ruota dal ben più temibile Libeccio, con mare molto formato e raffiche rabbiose. Non possiamo sapere mesi prima in quale data tutto questo avverrà, ma possiamo star certi che intorno al 20 del mese arriverà qualche cambiamento significativo che ci imporrà, con molta probabilità, una sosta forzata…(continua nel prossimo numero) .

Buon Vento a tutti!

Mirco Mascotto