Tanto vento, poca tela! Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa frase, e quante volte l’abbiamo ripetuta?

Nelle barche da crociera l’avvolgifiocco è ormai un must e non esiste imbarcazione che non ne sia dotata quindi ridurre la superficie della vela di prua è molto semplice. Fino a qualche decennio fa fiocchi e genoa erano ingarrocciati allo strallo e, in base al vento, veniva scelta la vela più adatta; un prodiere doveva andare a prua per eseguire la sostituzione e non sempre si trattava di un’operazione agevole. In alcuni casi il genoa era terzarolabile, quindi con una vela di prua si riusciva a coprire un range di vento molto ampio.

Per quanto riguarda la randa, i sistemi avvolgibili hanno stentato ad imporsi, anche se negli ultimi anni, complice la diffusione crescente del charter e l’affermarsi della filosofia “easy-sailing”, vengono utilizzati sempre più spesso.

Le ragioni che rendono perplessi i velisti sono varie: la randa avvolgibile sull’albero non è steccata, quindi forma e profilo lasciano molto a desiderare e l’efficienza ne risente pesantemente. Inoltre non sono mancati episodi in cui il sistema si è “inceppato”, con la randa bloccata che non si riusciva più ad aprire e/o a riavvolgere completamente.

Esiste anche un’altra soluzione: avvolgere la randa sul boma oppure, in alternativa, arrotolare la tela in eccesso su un piccolo albero rotante all’interno del boma, il quale dovrà avere una forma a V molto particolare e dimensioni adeguate. Nelle barche di più grandi si parla di “boma park avenue” . Questa soluzione presenta alcuni vantaggi: la randa può montare le stecche ed avere quindi una forma “normale” e, quando si riduce, assieme alla vela si abbassa anche il suo centro velico, limitando lo sbandamento laterale della barca.

Per ragioni che non mi so spiegare questa soluzione non è per niente diffusa, anzi la definirei decisamente rara. Temo che il problema sia di natura economica: sembra infatti che realizzare questo sistema avvolgibile sia estremamente costoso, anche se personalmente non ne comprendo la ragione. Ad un armatore che aveva la barca vicina alla mia, per installare l’avvolgiranda sul boma di un 43 piedi avevano chiesto la bellezza di € 19.000,00 !

La soluzione di gran lunga più diffusa è quindi quella di continuare ad utilizzare rande steccate (poco importa se con stecche tradizionali o full-batten) pronti, in caso di necessità, a prendere una o più mani di terzaroli. La manovra richiede alcune accortezze e lo skipper deve avere ben chiara la corretta successione dei vari “passaggi”.  Nel prossimo numero vedremo come…

(segue).

Buon Vento!

Mirco Mascotto