Nelle precedenti lezioni abbiamo appreso molti segreti delle manovre, in particolare nella seconda, abbiamo visto come si possa eseguire la manovra di ormeggio di poppa in spazi ristretti sfruttando la capacità di rotazione della barca ed eseguire la manovra a partire da una specie di ormeggio all’inglese di fronte al posto da infilare. Questa manovra la si vede fare dalla maggior parte dei professionisti del mare.

Nel mondo del diporto, invece, si assiste spesso a manovre incerte, tentate più volte senza alcun risultato, con parabordi schiacciati, mezzi marinai sulle draglie ed equipaggio che corre da prua a poppa in stato confusionale fino al fallimento della manovra magari andando a picchiare contro qualche barca vicina o di incastrarsi tra le trappe senza riuscire più a districarsi.

È evidente che questo dipende dalla poca abilità dei timonieri e dalla scarsa conoscenza delle forze che interagiscono con i nostri comandi.

Mantenere la poppa al vento permette un governo migliore specie se si deve restare fermi, magari in attesa di fare carburante. Questo induce molti timonieri ad entrare nel canale per l’ormeggio in retromarcia. Ma ci sono alcuni rischi.

Aspetti positivi: una sosta imprevista nel canale tra le barche risulta più sicura e gestibile, così come una eventuale uscita in favore di vento.

Aspetti negativi: infilare lo spazio stretto tra due barche a velocità sostenuta e in retromarcia crea una grande tensione al timoniere, che non sa esattamente quanto ruoterà la sua barca e quanta forza centrifuga serve per far ruotare la prua controvento. Una semplice incertezza porta al fallimento.

Vediamo come:

  • l nostro timoniere retrocede contro vento tra le file di barche disposte a pettine per raggiungere il posto di ormeggio. in prossimità dello spazio libero tra due barche incomincia a infilare la poppa…
  • Deve stare discosto dalle trappe e dalle prue sia da un lato che dall’altro.
  • Se lo spazio tra le file di barche è scarso, sarà costretto a passare molto vicino alle barche che si trovano dal lato dell’ormeggio per permettere alla prua di compiere la completa rotazione… Ma sarà costretto anche a mantenere una velocità sufficiente a far salire la prua controvento.

E qui emerge la capacità ed esperienza… Se il timoniere è esperto e conosce bene la barca che sta governando, sarà in grado di eseguire la manovra in modo impeccabile se invece ha poca esperienza, nella stragrande maggioranza dei casi quando si avvicina con la poppa alle barche sopravvento sarà preso dal dubbio di non riuscire ad infilare il buco e quindi tenterà di rallentare o fermare del tutto la barca.

Questa è la fine! la manovra è fallita e la barca scadrà, spinta dal vento, sulle trappe e il pulpito delle barche sottovento senza più nessuna possibilità di uscire se non con un abile manovra di emergenza in retromarcia verso il canale sperando che l’effetto evolutivo ci sia d’aiuto.

Le considerazioni che si possono fare sono le seguenti:

  • Questa manovra è possibile e relativamente facile in assenza di vento.
  • Con vento fresco si può eseguire e funziona bene se il timoniere è esperto diversamente diventa più difficile e più rischiosa di quella presentata nella seconda lezione che invece lascia più spazio per le correzioni.

Attilio Bertani