Da questo numero affronteremo l’argomento “ancoraggio”, una delle manovre fondamentali quando si affrontano navigazioni di altura che prevedano soste intermedie.

Le cronache a tema marinaresco sono ridondanti di racconti che parlano di ancore spedate, scogli sottovento che si avvicinano minacciosamente, barche che, brandeggiando, arrivano a sfiorarsi o, addirittura, a toccarsi.
Vi sono tecniche ed accorgimenti che consentono di prevenire questi rischi, ma la premessa indispensabile è che, per prima cosa, lo skipper dovrà essere estremamente accorto nella scelta del luogo e del punto di ancoraggio.

E’ quindi corretto affermare che la manovra di ancoraggio debba essere studiata e pianificata con calma, valutando con grande attenzione tutti gli elementi e tutte le informazioni che abbiamo a disposizione.
Un primo aspetto riguarda la durata prevista della nostra permanenza in loco: una cosa è fermarsi per una breve pausa (bagnetto + spuntino), altra cosa è cercare un ancoraggio per passare la notte in rada : nel secondo caso dovremo necessariamente adottare delle cautele e dei comportamenti molto più prudenti e conservativi.

Ipotizzando di voler passare la notte in una baia, gli elementi da considerare in via preliminare sono: il meteo, l’orientamento dell’ancoraggio prescelto, il tipo e la natura del fondale, l’orografia del luogo.

Il METEO ci fornisce indicazioni essenziali riferite a due aspetti fondamentali: forza e direzione del vento, stato del mare previsto. Con mare calmo ed in assenza di vento troveremo le condizioni ideali, ma se fosse previsto vento teso dovremo aspettarci anche onda, quindi sarà fondamentale determinare con la maggiore precisione possibile quanto forte sarà il vento e, soprattutto, se soffierà da terra o dal mare.

Nel primo caso non dovrebbe formarsi troppa onda, nel secondo caso (vento di mare) si formeranno inevitabilmente onde la cui altezza dipenderà da due fattori: velocità e durata del vento.
Se la situazione che si prefigura è questa bisogna chiedersi se la scelta del luogo di ancoraggio è corretta o se invece non sia preferibile valutare eventuali alternative…(Continua)

Mirco Mascotto