Il ponte del XXV Aprile è, per mia consuetudine, l’occasione per mollare gli ormeggi per una prima navigazione dopo la lunga sosta invernale. Condivido questo appuntamento con alcuni amici velisti che mi accompagnano in questi bordi precoci nel Golfo di Follonica, direzione Isola d’Elba.
Quest’anno il meteo, dopo le prime quattro ore tutte a motore, ci ha regalato tre giornate di buon vento, non troppo fresco ma sufficiente per issare le vele e tirare qualche bordo: in queste condizioni OraSì (Show 34) dà il meglio di sè, a dispetto dei 43 (!) carnevali che si ritrova sul groppone.
Nella zona non è insolito incrociare qualche delfino; per qualche ragione, che non so spiegarmi, tali avvistamenti sono più frequenti vicino a Capo della Vita, proprio sulla rotta dei tanti traghetti che collegano Piombino con Portoferraio. Sembra che questi splendidi animali non soffrano il traffico mercantile e, forse, in quella zona trovano il cibo di cui hanno bisogno. I delfini sono animali bellissimi ma, al tempo stesso, sono formidabili predatori, anche perché devono mangiare ogni giorno una quantità di pesce pari al 15% del loro peso corporeo: come dire che un esemplare con un peso di 120 chilogrammi deve ingurgitare quasi venti chili di sardine in 24 ore! In fondo il pesce azzurro ha importanti caratteristiche nutrizionali, quindi la “dieta” dei delfini è in linea con quanto raccomandato da molti medici.


Sabato 26 Aprile, in navigazione da Marciana Marina verso Porto Azzurro, stavamo navigando sotto gennaker a circa 6,5 nodi quando abbiamo avvistato alla nostra sinistra una bellissima tartaruga che nuotava in direzione opposta alla nostra: si trattava di una Caretta-Caretta di dimensioni ragguardevoli ed un carapace con un diametro di circa sessanta centimetri. Le minuscole zampe pinnate sembravano davvero troppo piccole rispetto al resto del corpo, ma con movimenti ritmati e perfettamente coordinati riuscivano ad imprimere una spinta notevole e l’animale si spostava agile verso Capo d’Enfola. Le tartarughe possono nuotare ininterrottamente per giorni, spostandosi indefesse per decine di miglia.


Domenica 27, mentre veleggiavamo tra Porto Azzurro e Punta Ala, abbiamo avvistato un pesce che saltava fuori dall’acqua, lucido, con un bellissimo riflesso argenteo che lo faceva sembrare una sorta di creazione metallica di qualche artista futurista. I miei compagni di viaggio, molto più esperti di me, sentenziarono che si trattasse di un giovane esemplare di pesce spada, specie non proprio comune nella zona. I salti fuori dall’acqua alimentarono varie ipotesi che, in ultima analisi, si ridussero ad un semplice e drammatico dilemma: o il nostro pesce stava cacciando oppure stava cercando di sfuggire ad un predatore più grosso di lui.


Quindi, o si salta per mangiare oppure si salta per non essere mangiati. Madre natura sa essere bella e spietata al tempo stesso! Così questa prima navigazione del 2025 ci ha lasciato in eredità, oltre alla gioia impagabile del navigare a vela, anche lo stupore sincero e quasi infantile per due incontri davvero insoliti ed emozionati.
Buon Vento!
Mirco Mascotto
No Comments
Comments are closed.