Generalmente i piccoli natanti minori di 7/8 metri non sono dotati né di amantiglio né di vang rigido ma invece, molto spesso, sono dotati di comodi e pratici lazy-jack e/o lazy-bag.

Con questa tipologia di barche, durante la presa di terzaroli, accade che il boma si abbassi fino quasi in coperta, libero di fluttuare a destra e a manca, in alto e in basso, se non sostenuto a mano o appoggiato alle draglie e comunque – anche in questa posizione – sempre molto vicino a chi è in pozzetto.

Tale situazione, specialmente con vento sostenuto e mare conseguente, è una potenziale fonte di pericolo per l’equipaggio in manovra.

Perché dunque non usare i lazy-jack come sostituto dell’amantiglio? Ne conseguirebbe una maggior sicurezza e comodità sia nell’esecuzione della manovra che nel raccogliere ordinatamente – e con facilità e sicurezza – la tela in eccesso.

Inoltre, l’istruttore che insegna la presa di terzaroli agli allievi con questa tipologia di natanti, avrebbe in questo accorgimento un ideale collaboratore, che gli consentirebbe di effettuare manovre praticamente identiche ad ogni prova.

Certo, il circuito dovrà essere realizzato con cavetti forse leggermente più grossi, poiché non avranno più il solo compito di contenimento e guida della randa verso il lazy-jack/bag e di reggerlo aperto, ma anche quello di sostenere il boma. In ogni caso, non dovranno essere certo delle gomene!

Un occhio dovrà anche essere posto ai bozzelli di rinvio all’albero: nemmeno questi dovranno essere esageratamente sovra dimensionati. Inoltre, sarebbe ideale che il primo circuito lazy-jack. (v. figura) fosse realizzato in un cavo unico che unisce e comanda entrambi i lati con diametro (o resistenza meccanica) leggermente maggiore dell’altro, per l’ovvio motivo che dovrà sostenere gli sforzi di entrambi.

Come in tutte le cose, tutto è relativo alle dimensioni dell’imbarcazione a cui sono destinati e al tipo di armo. Comunque il tutto è facilmente realizzabile da chiunque, anche non dotato di particolari abilità manuali o strumenti, ma con semplici e poco costose modifiche. Unica “difficoltà” potrebbe essere quella di realizzare quel particolare “strozzatore”, indicato dalla freccia rossa, che consente una rapida e precisa tensione del futuro ”amantiglio” ma che può essere sostituito dall’abituale galloccia normalmente presente, pur se non con le stesse importanti caratteristiche pratiche.

Come si vede, il primo circuito Lazy-Jack che circonda l’albero, è costituito da un cavo unico chiuso ad anello che sostiene entrambi i lati del sistema raccogli randa. Solo in questo modo entrambi i lati del saranno sempre egualmente tesati dall’unica manovra che scende a pruavia dell’albero e alla quale sono fissati con un anello scorrevole o un nodo tipo gassa d’amante.

Tale unica manovra che regola il complesso è dotata di specifici fermi (un nodo per la prima mano, due per la seconda e così via) realizzati in modo da corrispondere alla giusta altezza che il boma dovrà avere in corrispondenza delle diverse mani di terzarolo, prese una volta rimessa a segno la randa. Un’ulteriore nodo segnerà la posizione del L.J. quando la barca sarà all’ormeggio.

Ecco così realizzato un diverso amantiglio in modo semplice e con un occhio alla sicurezza.

Semplice no?

B.V.

Francesco Rancan