Barricata è un luogo un po’ fuori dal tempo, o meglio, sembra che il tempo si sia fermato agli anni ’60 e ’70 del secolo scorso: la spiaggia è larga e, soprattutto molto lunga.

Gli ombrelloni, molto distanziati tra loro, formano al massimo tre file e gli stabilimenti balneari si estendono per soli cinquecento metri a nord-est della foce del Po di Gnocca.

La spiaggia si raggiunge esclusivamente attraversando un ponte di barche ed ogni Bagno ha il proprio ristorantino dove, con 20 € o giù di lì, si può mangiare del buon pesce fresco che arriva direttamente dagli allevamenti ben visibili dalla spiaggia oppure dalla vicinissima Sacca di Scardovari, insomma a MIGLIO ZERO!

La cosa più affascinante è la spiaggia “selvaggia” che incomincia dove finisce quella attrezzata: si può passeggiare agevolmente sulla battigia per chilometri. Più ci si allontana, meno persone si incontrano. Con il rincorrersi degli inverni, sulla sabbia bianca si sono accumulati tronchi e rami portati dalle mareggiate ed ora sono lì, scheletriche sculture sbiancate dal sole e dalla salsedine.

Qualche bagnante le utilizza come sostegno per un telo che possa regalare qualche metro quadrato di ombra. I gabbiani sono i veri padroni di questo tratto di costa e quando qualche umano si spinge fino a qui, continuano a becchettare ed a scandagliare la sabbia in cerca di cibo. Se amate la folla e la confusione, Barricata non è il posto per voi ed il mio consiglio è quello di scegliere altre destinazioni quali Sottomarina o Jesolo.

E’ stato durante una lunga passeggiata che ci siamo imbattuti in una bellissima tartaruga di mare, ormai morta, probabilmente spiaggiata da qualche giorno. Non sono un esperto, quindi non so dire a quale famiglia appartiene. Ho anche cercato di capire le cause della sua morte ma non ho visto tracce di impatti violenti o di ferite da elica.

Mi piace pensare che tutto sia accaduto per cause naturali e che l’uomo, con le sue attività e che la sua aggressiva invadenza, non abbia responsabilità, almeno per una volta. Qualche altro bagnante è arrivato, si è avvicinato e poi, proprio come noi, è rimasto per qualche istante in silenzioso rispetto, come si conviene di fronte alla testimonianza dell’ineluttabile tributo richiesto dal ciclo naturale della vita.

Mirco Mascotto