Cosa mai di diverso potrà accadere che con l’auto? Eh si, potrebbe accadere qualcosa di spiacevole e di molto diverso da ciò che accade con l’auto che non parte, con la quale al massimo ci potremmo ritrovare con la batteria scarica! Avendo anche noi paterazziani acquistato una barca con motore entrobordo, ora più che mai dobbiamo tutti sapere ciò che potrebbe accadere…

Per cercare di spiegarmi il più semplicemente possibile userò le immagini tratte da un libro relativamente ad una vecchia barca (*).

Quelli che vedete sopra sono due esempi di corretta installazione a bordo di un motore con tutti i componenti del circuito di raffreddamento diretto, dunque senza scambiatore di calore. Viene presa in considerazione la possibilità di collocare il propulsore sopra oppure sotto la linea di galleggiamento. Tuttavia sia la scelta del tipo di circuito – diretto oppure con scambiatore – sia quella della collocazione del motore sono aspetti assolutamente irrilevanti per le problematiche che mi preme ora esporre..

Ma quale è questo problema?

Ciò che maggiormente caratterizza il motore di una banca entrobordo rispetto all’automobile è che, nel primo caso, per raffreddare il motore si usa acqua di mare, di lago nel nostro caso, forzatamente messa in circolo dalla famosa pompa semplicemente chiamata  “girante” ! Beh. Potrà dire qualcuno: “dov’è il problema?”

Fin qui non c’è ancora alcun problema! Quello nasce dopo il raffreddamento, nella fase di scarico!

Siccome l’acqua che ha raffreddato il motore deve necessariamente essere scaricata nuovamente a mare lo si fa iniettandola nel collettore di scarico, e precisamente in un raccordo metallico chiamato riser che è istallato immediatamente dopo l’uscita dei gas di scarico dalle camere di combustione. Questo riser, all’interno del quale scorrono i fumi caldi di scarico, è raccordato con un “portagomma” (termine da giardinaggio) che inietta all’interno l’acqua calda che ha raffreddato il motore.

Perché si fa andare l’acqua nello scarico dei gas e non direttamente fuori?

Perché i gas di scarico sono caldissimi e sia il tubo di scarico che la marmitta devono essere raffreddati (cosa che nelle auto viene fatta dall’aria a cui sono esposti). Per farlo si utilizza l’acqua meno calda proveniente dal motore che, inondando sia il tubo di scarico che marmitta, giungerà poi fuori bordo sospinta dai gas di scarico caldissimi e compressi.

Ora, se osservate gli schemi sopra, capirete che se il motore non parte, insistendo con moltepici tentativi di accensione non riusciti, la girante contiuerà comunque a pompare acqua di mare. Tuttavia il motore che non parte non emette scarichi caldi e compressi, per cui l’acqua pompata non viene espulsa e si aggiunge a quella già esistente nel circuito fino a riempirlo. Se la famosa “sf…ga”, che sempre ci vede bene, coglie il motore con la valvola di scarico aperta … l’acqua entra nel/nei cilindri!!!

Vi lascio immaginare il loro piacere: l’acqua dolce, ma peggio se salata, comunque provocherà gravi danni!!!

B.V.

Francesco Rancan

(*) Infatti solo da vecchie barche possiamo trarre utili insegnamenti anche per le barche più moderne. Infatti oggi, i moderni manuali, danno solo mere e semplici indicazioni minime sindacali per la manutenzione indispensabile.  Vengono obbligatoriamente delegate ad officine e meccanici specializzati (in parcelle salate!) le rimanenti che, a loro avviso, necessitano di particolari conoscenze e specializzazioni lasciando il povero armatore “ignorante” di quanto gli possa accadere in talune circostanze. E questa è proprio una di queste!!!