Ieri mattina (3 Novembre 2021), al rientro dalla nostra Crociera Capibarca, ho ricevuto da Walter un W/App molto gradito: una foto del display dello strumento che indicava la velocità del vento a Cecina… 30 nodi! La didascalia a commento della foto era rassicurante: “Ciao Mirco, oggi vento forte da Ovest, le barche sono in ordine, nessun problema! “
Chi è Walter? Non è uno degli ormeggiatori (peraltro gentilissimi), né una persona del luogo alla quale abbia allungato cinquanta Euro per dare un’occhiata alla mia barca.
No! E’ semplicemente il fortunato armatore di un bellissimo X Yacht da 38” ormeggiato nel posto barca accanto ad OraS.
Questa sua gentilezza, questa premura non richiesta ed inattesa, mi hanno davvero colpito; in fondo sono a Cecina dal Luglio di quest’anno, quindi sono a tutti gli effetti un nuovo arrivato, oltretutto l’unico veneto tra tanti armatori toscani che, come si suol dire, giocano in casa e che, come ho avuto modo di constatare, si conoscono da tempo.
Pensandoci bene, forse è proprio la distanza che separa Verona da Cecina che può avere indotto il mio vicino, che ha la fortuna di abitare a pochi chilometri dal Marina, a rassicurarmi, senza che da parte mia vi fosse stata alcuna richiesta in tal senso. L’ho ringraziato di cuore e non mancherò di ricambiare con un’ottima bottiglia di Ripasso, vino che, come ho avuto modo di constatare, apprezza moltissimo. Perché ho deciso di raccontare questo episodio? Per varie ragioni: innanzitutto un simile comportamento non è diffuso come dovrebbe essere.
Qualche anno fa alcuni fortunati tra noi navigarono in Bretagna dove, tra i velisti, lo spirito è sempre di grande collaborazione e disponibilità. Nei nostri porti, purtroppo, le cose vanno diversamente e spesso accade che, quando si arriva, le persone sul pontile non si degnino nemmeno di darti una mano con i cavi di ormeggio.
Inoltre, e questa è la seconda ragione, trovo il comportamento di Walter molto “paterazziano”: per noi è normale aiutarci reciprocamente, darci reciprocamente assistenza nelle manovre in porto, elargire qualche consiglio sul da farsi (a volte anche troppi!).
Questo è uno dei tratti distintivi del nostro sodalizio ed anche la Crociera Capibarca che si è appena conclusa ha ampiamente confermato questa attitudine: sulla mia barca il salpancora non funzionava e siamo stati gentilmente “ospitati” dalla barca di Attilio ( San Cristoforo) mentre a San Gregorio abbiamo utilizzato l’unica trappa disponibile. Forse possiamo fare ancora meglio!
La recente perdita di barche di proprietà di Soci armatori, oltre al non dimenticato affondamento di Sausalito, dovrebbero indurci a considerare le barche (anche quelle che non sono di proprietà del Paterazzo) alla stregua di un “bene comune” da curare e proteggere: a volte basta uno sguardo di sghembo, apparentemente distratto, per vedere cose che possono essere sfuggite all’armatore ed un falso allarme arreca certamente meno danni di una barca che va a scogli.
Dovremmo prendere esempio da Walter, che con un messaggio sul telefonino ha azzerato le distanze tra Cecina e Verona, mi ha rassicurato e… scaldato il cuore!
Buon Vento!
Mirco Mascotto
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