La vela regala attimi di autentico incanto e profonda emozione: quando , ad esempio, si decide di spegnere il motore e si incomincia a navigare affidandosi solo all’energia generata dal vento.
Ecco, per me quell’improvvisa assenza di rumore, quello sprofondare nel silenzio quasi assoluto, rotto soltanto dal fruscio dello scafo che avanza sulla superficie del mare, rappresenta una dolcissima cesura, una palpabile discontinuità, una sensazione quasi fisica di leggerezza e di armonia.
Tutte queste percezioni vengono amplificate durante una navigazione notturna; salpare poco prima del tramonto, godere dell’esplosione dei colori vividi a ponente ed addentrarsi dolcemente nell’oscurità, lasciando che il nostro corpo e tutti i nostri sensi si adattino progressivamente a questa nuova condizione, scoprire in noi stessi una sorprendente capacità di adattamento, riuscire a vedere anche dove non vi è più luce ed intuire laddove non siamo più in grado di vedere. Piano piano impariamo ad attendere le onde senza poterle scorgere, ad intuirne l’arrivo ed a gustarne il passaggio dolce sotto la chiglia senza esserne sorpresi, aspettando ciò che è prevedibile e prevedendo l’invisibile.
La natura che ci circonda continua a vivere ed a muoversi lentamente tutt’intorno e dobbiamo solo imparare a danzare con lei, consapevoli che non siamo noi a condurre questo ballo e che possiamo solo adeguarci, in una sorta di VIGILE ABBANDONO, pronti a cogliere eventuali segnali, quasi impercettibili, di piccoli mutamenti: un’onda un po’ più alta, un refolo più fresco, una nuvola nera che oscura la luna, un lampo lontano che ci porti a considerare con timore un’evoluzione imprevista ed improvvida, nella speranza che madre natura decida di scaricare altrove la propria enorme energia.
Durante il giorno la presenza dell’uomo è ben visibile sulla costa: piccoli paesini che nel giro di pochi anni sono cresciuti, anche troppo! Insediamenti produttivi, ciminiere e strutture turistiche, talvolta invasive o decisamente inguardabili.
Di notte l’antropizzazione assume contorni più sfumati, e la mano dell’uomo si manifesta in opere preziose ed insostituibili che ci aiutano nella nostra navigazione: fari, fanali, segnali cardinali disegnano una mappa luminosa che ci asseconda e ci guida nel nostro incedere, senza la quale saremmo solo ciechi in balia dell’oscurità.
Resta comunque il fatto che navigare di notte richieda tutta una serie di conoscenze e di precauzioni che rendano i nostri comportamenti adeguati alle particolari condizioni determinate dall’oscurità. Nel prossimo numero di questo nostro Giornalino vedremo come ci si prepara e come si gestisce una navigazione notturna.
Buon Vento a tutti!
Mirco Mascotto
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