Con il primo giorno del mese di Marzo arriva la Primavera dando inizio alla prima stagione dell’anno meteorologico. E così avviene per le stagioni successive con inizio puntuale ad ogni trimestre: 1° Giugno per l’Estate, 1° Settembre per l’Autunno, 1° Dicembre per l’Inverno.
Non si tratta dunque dell’inizio astronomico (20 Marzo) sul quale sono basati calcoli e scadenze civili, bensì di una suddivisione più aderente al decorso annuale delle giornate, con il mutare delle loro caratteristiche fisiche e naturali.
Forse, proprio per questo Marzo era il primo mese dell’anno nel calendario arcaico dei Romani! Comunque questo è il mese della Primavera da sempre e da tutti percepita come una stagione ‘magica’, ed ha ispirato poeti, dipintori, musicanti, scultori a realizzare con i loro talenti segni più elevati che esprimono il suo lirismo.
Marzo scaccia la negatività invernale. Lo è stato per tutte le civiltà del passato e lo è tuttora pur vivendo in un contesto industriale.
Il ‘batter marzo’ (tradizione popolare) sollecita questa negatività ad andarsene qualora il raggio del Sole tardi ad intiepidire la terra, pur sapendo che una eventuale nevicata nel corso del mese è solo una spruzzata di Champagne versata fuori dal calice, e una pioggia prolungata diventa “pioggerellina che picchia argentina….”. Perché Marzo è pazzerello e la Primavera una forza primordiale potente, tant’è che in lingua sàssone il termine Primavera si esprime con la parola ‘spring’, come la molla che scatta e – ancora – ‘spring’ come la sorgente, allusiva a nascita, a origine.
Il Grande Carro (Orsa Maggiore) è proprio allo zenit del cielo stellato con il timone rivolto a levante. Formato da ‘septem triones’ (sette buoi da lavoro) e intento ai lavori agresti.
Verso Sud tante significative costellazioni danno figura di sé, ognuna col proprio bagaglio di miti avvincenti.
Dopo il tramonto del Sole, Giove s’illumina trafelato dalla sua corsa verso Ovest.
Franco Abriani
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