‘A maggio vai adagio’. Non si riferisce l’invito alla velocità che deve mantenere il tuo mezzo di locomozione (valevole peraltro anche negli altri mesi dell’anno), bensì alla salute clinica personale tuttora messa in pericolo smettendo vestiti prudenziali. Non c’è che dire: le patologie facevano paura e le infermità esautoravano la forza-lavoro.

Il mese è dedicato a Maia, figlia di Atlante, che simboleggia la Terra, così come oggi – per storica evoluzione socio-religiosa – è dedicato a Maria (la Madonna) con riti spettacolarmente simili: processioni, canti, invocazioni, petali di rosa in un alternarsi di liturgie che impegnano fanciulli e fanciulle con atti di consacrazione dello spirito e adulti che lo spirito lo ricercano nei riti propiziatori.

Così è sorta il ‘calendimaggio’: la festa popolare dei fiori e delle canzoni intonate al tripudio primaverile, simbolo di esuberante freschezza, durante la quale ramoscelli di maggiociondolo (Laburnum anagyroides) venivano posti dagli innamorati davanti all’uscio di casa della persona amata, in una atmosfera di giubilo tale, che se anche fosse piovuto il cielo avrebbe emanato raggi di sole. Una tradizione mantenuta ancor oggi e ricordata anche con aggraziati incontri musicali (per es. il festival del “Maggio musicale fiorentino”) in tante località europee. Lo stesso Napoleone Bonaparte, che conosciamo solitamente come operatore di battaglie, non fu insensibile a questo richiamo. Inserì questo mese tra il 10 Florile e il 10 Pratile.

Sul tema sono sorte cerimonie particolari che hanno ottenuto, sin da subito, simpatia ed accoglienza. Sono le ‘maggiolate’ fatte proprie da varie associazioni giovanili a proposito delle quali ricordo personalmente, lontana nei tempi, la proposta di una ‘Patermaggiolata’, sicuramente assorbita da una regata equivalente, perché un evento così significativo non va sprecato.

A mettere in all’erta da troppa giovialità c’è però un adagio: ‘Attendere maggio’ riferito a cose inconcluse e sempre prorogate nel tempo e a persone sistematicamente in ritardo e poco costruttive.

Ma questo non è il nostro caso!

Franco Abriani