Luglio e agosto: due mesi assai tribolati sin dalla loro nascita. Il ‘quintilis’ e il ‘sextilis’ dei Romani antichi, che i mesi incominciavano a contarli da marzo (inizio dell’anno)! Con la riforma di Giulio Cesare – che decise come ogni anno dovesse avere 366 giorni – venne dato il nome di Giulio al mese che ne onorava la nascita. Fu il triumviro Marco Antonio a proporre il mutamento nel 44 a.c., nel periodo politico in cui parteggiò per Cesare…
Non fu da meno agosto il ‘sextilis’. In origine era di 30 giorni e fu poi ridotto a 29 giorni da Numa Pompilio. Quindi portato a 31 da Augusto. Per non modificare la durata dell’anno il giorno supplementare di agosto fu tolto a febbraio che negli anni ordinari ne faceva 29.
Non si contano i periodi di festa celebrati in questi due mesi iniziando dal 5 luglio e continuando tutto agosto in onore a varie divinità (oggi le chiamiamo Santi), ognuna preposta a protezione di qualche arte o mestiere del vivere quotidiano. Interessante la festa del 17 agosto in cui si celebravano le ‘portunnali’ in onore al dio dei porti!
Luglio, considerato sotto la tutela di Giove, sorgente di luce e di calore, porta tuttora con sé una locuzione proverbiale: “vendere il sol di luglio” (cioè vendere una cosa per rara di cui, invece, c’è abbondanza). Valida anche per agosto.
Evidentemente tanta luce e tante festività portano alle ‘feriae’: divagazione dal lavoro consueto per dedicarsi con solerzia a cose più confacenti e dilettevoli. Da cui ‘agosto, agosto moglie mia non ti conosco’ (valida anche per il reciproco).
E’ probabile quindi che in questo contesto di cose qualcuno si accorga che al mattino il sole sorga da una parte e, alla sera, tramonti da quella opposta, e à notte; guardando in su, veda i punti luminosi chiamati stelle. Sembrano fissi nel cielo, ma con il passare delle ore tutta la filigrana, compatta, si sposta in una direzione costante. Alcuni punti si spostano autonomamente. Sono stelle artificiali (aerei di linea con le loro luci di via) o satelliti industriali illuminati dal sole? Quale sole se qui è notte? La cosa rischia di complicarsi, ma di una complicazione affascinante. E’ proprio in questi casi che prendono avvio curiosità irresistibili che portano a voler penetrare quei diaframmi per godere delle misteriose armonie del cosmo…
Franco Abriani
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