E’ il 22 luglio del 2023. Stiamo navigando su Lina – la barca di Giorgio e Gianni – verso l’entrata in laguna di Bocca di Porto, a Punta Sabbioni. Il tempo è instabile, il poco vento tradisce quello che si sta formando sulla terraferma: una super cella che – dapprima confusa con lo sfondo nuvoloso – prende rapidamente corpo nella caratteristica forma a spirale, e si avvicina sempre di più…

A circa un miglio dall’imboccatura del canale è già un mostro che si staglia sopra la città di Venezia, che è lì a poche miglia, dietro l’esile barriera del Lido…

Serriamo le vele ed entriamo nello specchio d’acqua antistante l’imboccatura del canale, protetta dal mare da un ampio frangiflutti ad arco. Alcune imbarcazioni sono ancorate al suo interno, con la prua verso il canale e l’ancora già in tensione per l’aumento sui 15 nodi del vento da terra…

In un attimo arriva la botta. Da 20 a 40 nodi in pochi secondi, accompagnati da uno scroscio di pioggia che arriva orizzontale, tagliente e fredda. Emanuela e Mara, già preparate all’evento, scendono sotto coperta a ripararsi.

Lo specchio d’acqua diventa un bollitore impazzito, non si vede più nulla né verso terra né sottovento. La barca si dispone naturalmente e istantaneamente con la poppa al vento: assecondiamo la manovra col timone e la teniamo ferma con il motore in retromarcia, a tutto gas…

Giorgio è pronto in caso di cedimento del motore a calare rapidamente l’ancora mollando la frizione del barbotin. A tratti si intravvedono le sagome delle altre imbarcazioni alla fonda, niente di più. Ma siamo fermi, e un tentativo di ancoraggio sarebbe ricco di incognite…: quanta distanza abbiamo? Quanta catena riusciremo a distendere prima di collidere con le barche sottovento?

Per fortuna l’onda è modesta, dato il fetch di poche centinaia di metri… La tempesta dura 10, 15 minuti, un’eternità! Ma poi passa il peggio, il vento cala, torna la visibilità e possiamo calare i giri. Emanuela a Mara si riaffacciano, sorridenti.

E’ passata, possiamo entrare nel canale e dirigerci alla Marina di Lio Grando, la nostra destinazione, e raggiungere finalmente Treporti e l’agognata ‘Tecia’ di pesce che ci aspetta…

Restano le domande sulle scelte fatte: potevamo stare all’esterno del frangiflutti, prevedere l’entità di ciò che stava arrivando? Fare qualcosa di diverso?

La riflessione finale è che le scelte fatte hanno comunque tenuto in sicurezza la barca e l’equipaggio, avevamo un’alternativa pronta e forse la possibilità, in estrema ratio, di prendere il largo.

Grazie Lina del superbo ‘aplomb’ con il quale hai affrontato la buriana!

BV,

Icio

L’entrata del canale di Bocca di Lido.