Il Vang è una manovra che consente di regolare l’altezza del boma. Ha fatto la sua comparsa all’inizio degli anni ’50 e ben presto è stato adottato sia sulle barche da crociera  che su quelle da regata.

Sulla barche più piccole è costituito da un paranco in tessile opportunamente demoltiplicato. E’ molto diffuso il Vang rigido,  con due tubi di alluminio (o carbonio) telescopici all’interno dei quali agisce una molla che spinge il boma verso l’alto. Sulle imbarcazioni più grandi, considerando gli sforzi a cui l’attrezzatura è sottoposta, il Vang è oleodinamico.

A che cosa serve il Vang?

La sua funzione principale è quella di trattenere verso il basso il boma alle andature portanti, quando la scotta della randa è lascata. Cazzando il Vang il boma riduce le proprie oscillazioni in alto ed in basso che determinano la  perdita di efficienza della randa. Questa funzione non è particolarmente utile di bolina, in quanto il boma è trattenuto dalla scotta della randa cazzata.

E’ comunque riduttivo limitarsi a questo tipo di utilizzo. Quando il Vang è messo in forza agisce sulla balumina della randa, smagrendola attraverso la riduzione dello svergolamento. Se invece lo si lasca, la balumina si apre e lo svergolamento aumenta. Il Vang è quindi in grado di modificare la forma della randa .

Negli armi più flessibili (armamento frazionato), parte della tensione che si genera cazzando il Vang si “scarica” alla base dell’albero che flette leggermente (effetto banana), consentendo quindi un ulteriore appiattimento della randa  attraverso l’aumento della corda e la riduzione  della freccia.

La regolazione ottimale richiede un po’ di “occhio”, ma ci si può aiutare osservando i filetti o i nastrini cuciti sulla balumina che devono  sventolare tutti in orizzontale, fatta eccezione per il primo in alto che, di tanto in tanto, deve andare a “nascondersi” sulla superficie  sottovento della randa.

C’è un’ultima funzionalità “accessoria” del Vang:  sostiene il boma senza bisogno di armare l’amantiglio. Questo utilizzo è particolarmente utile in navigazione quando si devono prendere i terzaroli (ricordandosi di lascarlo per facilitare la riduzione di tela)  o quando si decide di ammainare la randa.

Un ultimo consiglio: anche se si naviga di bolina è bene che il Vang sia almeno “puntato”: il vento è sempre di umore mutevole oppure potremmo optare per un’andatura portante. Se il Vang non è puntato,  il boma è libero di muoversi verso l’alto per poi ricadere in pericolosa prossimità di qualche testa…meglio prevenire che curare qualche bernoccolo!

Buon Vento!

Mirco Mascotto