Volevo condividere con voi una situazione capitatami il 21 giugno all’ancora in Grecia: una nostra amica si era buttata per un bagno, ma appena in acqua, accortasi della corrente è subito risalita in barca un po’ in affanno…
Dopo qualche minuto abbiamo notato passare lentamente, accanto alla barca, un paio di guanti neri e subito uno ha detto: ‘guarda i tuoi guanti sei il solito sbadato‘ ovviamente riferito a me… ‘Buttati a prenderli !!‘ ha detto il mio amico…
Si perché eravamo in quattro, due uomini e due donne inesperte. Io ho detto di no, vista la corrente e visto i guanti ormai logori. Al ché si è buttato il mio amico, ma – dopo aver raggiunto i guanti – si è ritrovato a 30 metri dalla barca e dopo aver tentato di ritornare in barca si è dovuto arrendere. A quel punto ha chiesto che calassi il gommone, ma vista la situazione ho preferito salpare l’ancora e andare a prenderlo, anche perché lui è un buon nuotatore.
Nel fare una inversione a 180° abbiamo notato che, a una quarantina di metri sulla nostra destra, c’erano due uomini che pensavo facessero il bagno, ma guardandoli ho notato che si sbracciavano e urlavano ‘Help! Help!!’: ho subito compreso che anche loro erano in balìa della corrente e ormai distanti dalla loro barca…
C’era da prendere una decisione immediata e decidere chi andare a prendere: considerato che il mio amico si manteneva a galla, l’ho avvisato urlando che doveva aspettare perché dovevo dare la precedenza ai due malcapitati e quindi lui ha risposto di andare da loro. Avvicinandomi, ho visto che uno dei due, sui 45, sorreggeva un anziano spaventato e stremato: ho messo in folle in retro e li abbiamo aiutati a salire sulla spiaggetta e poi siamo andati a recuperare l’amico che nel frattempo si era attaccato all’ancora di un catamarano a 100 metri distanza.
E inutile dirvi che è stato un momento particolarmente impegnativo perché si è dovuto fare le cose velocemente e facendo delle scelte significative, ma alla fine è andato tutto bene!
Riflettendo poi sull’accaduto abbiamo fatto varie considerazioni: ad esempio si poteva lanciare il salvagente, ma le cose come avrete capito sono state imprevedibili. Questo ci ha confermato come non si debba mai sottovalutare la situazione …
Comunque, per finire, a quei due è andata bene perché i guanti non erano i miei: uno era un guanto distrutto e l’altro – pensate un po’ – un bicchiere di plastica “nero“… Quando mai si vede un bicchiere nero? Ma il destino ha voluto così…
Buon vento,
Roberto Adami
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