Nel numero di giugno abbiamo analizzato l’effetto del fare timonella e del conseguente avanzamento dell’imbarcazione, considerando di avere un timone nella configurazione ordinaria dove l’asse è su un estremo della pala…

Nella realtà basta osservare in un rimessaggio le barche alate sui propri invasi per rendersi conto che la configurazione ordinaria non è la più diffusa. È infatti più probabile osservare timoni con l’asse in posizione intermedia o addirittura in posizione centrale rispetto alla pala. Si tratta proprio di timoni semi-compensati e compensati.

Immagine di timone ordinario

Il perché si utilizzino è abbastanza intuitivo osservandoli: di fatto la forza necessaria per manovrarli è inferiore rispetto al timone ordinario, in quanto la parte a pruavia della pala opera con una resistenza al contrario rispetto alla parte a poppavia.

Immagine che presenta da sinistra: timone ordinario, timone semicompensato, timone compensato.

Il risultato che ne deriva è una minore forza necessaria per azionarlo a parità di lunghezza, o più tecnicamente, di corda del profilo, con conseguente migliore maneggevolezza.

Immagine con le forze che agiscono nelle tre diverse tipologie di timone.

Ma torniamo al tema del fare timonella: nel caso di timone semi-compensato e compensato abbiamo ancora l’effetto timonella con conseguente avanzamento dell’imbarcazione?

Se osserviamo le forze che agiscono sulla pala ci si rende conto che più si porta l’asse del timone verso il centro della pala e più l’azione che favorisce l’avanzamento si riduce in quanto parzialmente compensata dalla parte presente a pruavia.

Immagine di dettaglio dell’azione della forza a pruavia.

Possiamo di fatto affermare che meno faticosa ci aspettiamo sia la manovra del timone, meno questo favorirà l’effetto timonella. E questo è anche giusto in quanto noi ci aspettiamo di far avanzare l’imbarcazione grazie al vento o al limite alla presenza di un motore, e non facendo timonella, che resta come è ben noto l’”estrema ratio”.

È però opportuna una precisazione, senza addentrarci troppo nell’analisi tecnica: quanto affermato è valido in presenza di un timone con sezione simmetrica tra parte a pruavia e parte a poppavia. Ma in realtà, per la necessaria ottimizzazione fluidodinamica, la sezione del timone è più tozza a pruavia e affusolata a poppavia. Questo significa che anche con timone compensato, l’azione della forza che agisce sulle due parti di pala non è uguale, ma prevale quella a poppavia.

Immagine con evidenza della componente longitudinale leggermente prevalente a poppavia.

Tutto questo per dire che anche in un timone compensato, oltre che semi-compensato, l’azione del fare timonella può avere un effetto positivo, anche se l’efficacia è molto più ridotta rispetto ad un timone ordinario.

Concludiamo questa trattazione riprendendo la conclusione della puntata precedente e cioè che, anche se ora abbiamo più consapevolezza dell’effetto del fare timonella con timoni non ordinari, l’augurio è quello classico del navigante… che ci sia buon vento!

Enrico Olioso