Quando veleggiamo dimentichiamo i pensieri quotidiani che ci assillano, dimentichiamo il lavoro, a volte anche tutto quello che ogni giorno ci prende.

E forse questo è innegabilmente un motivo forte che ci fa appassionare alla vela. Ma, per motivi diversi, cambiamo anche le nostre abitudini alimentari ed in particolare modifichiamo l’assunzione di liquidi.

La costante esposizione al sole e al vento facilita notevolmente l’evaporazione cutanea e polmonare nota con il nome di perspiratio insensibilis e che normalmente si aggira sui 500 ml di acqua. A questo si aggiunge la sudorazione che può passare dai 1.500 – 2.000 ml al giorno a seconda della temperatura ambientale, all’intensità dello sforzo e all’umidità dell’ambiente, arrivando tranquillamente ai 3.000 ml al giorno.

Le perdite devono essere adeguatamente bilanciate dall’introito per evitare la disidratazione ed il conseguente innalzamento  della temperatura corporea, evento noto come colpo di calore.

Spesso la quantità di liquidi portata in barca è limitata per esigenze di peso e spesso il desiderio di stare in mare, la mancanza di recupero in un’attività che se non massimale risulta costante nell’arco della giornata, ci fa dimenticare la necessità di un apporto idrico adeguato.

E i sintomi che compaiono per una disidratazione lieve o moderata nell’ordine dell’1-2% del peso corporeo sono rappresentati da: sete, bocca secca ed appiccicosa, sonnolenza e stanchezza, perdita della resistenza muscolare e della concentrazione, riduzione del volume urinario con rischio di calcolosi renale, del liquido lacrimale con possibili congiuntiviti, pelle secca, cefalea.

Il limite viene considerata la perdita del 5% del peso corporeo, mentre disidratazioni maggiori nell’ordine del 10% possono essere identificate come limite massimo al di sopra del quale i parametri vitali possono avere importanti alterazioni che possono condurre anche allo stato di coma e morte.

L’apporto idrico necessita di essere integrato con l’apporto di sali minerali soprattutto se la componente di sudorazione appare particolarmente marcata, oltre i 3 litri, in tempi ravvicinati ed in questo caso la comparsa di crampi appare una delle manifestazioni più frequenti. Tale evenienza risulta poco probabile durante l’attività velica crocieristica e l’apporto alimentare quotidiano è generalmente in grado di fornire adeguatamente gli elettroliti persi con la sudorazione.

E da ultimo lasciatemi dire come gastroenterologo, una riduzione dell’apporto idrico durante l’alimentazione, una riduzione della frutta e della verdura con il loro importante apporto idrico e di fibra determina un peggioramento della stipsi con importanti conseguenze sul tratto digestivo e comparsa di patologie diverse a carico della regione ano-rettale come emorroidi, ragadi etc.

Il consiglio pertanto è di bere costantemente durante tutto l’arco della giornata assumendo frutta ricca in contenuto d’acqua (melone, anguria, banane, etc) e di non limitarsi solo al brindisi dell’ormeggio… tradizione oramai ben consolidata nel gruppo e sicuramente da mantenere in  futuro….

Marco Bulighin