“Possiamo essere giunti fin qui su navi diverse ma, ora, siamo tutti sulla stessa barca.”
(Martin Luther King)
Non credete che questa frase possa esprimere il senso delle crociere al Paterazzo? Equipaggi con età, vite e personalità distinte navigano su barche diverse, ma nella stessa direzione e condividendo ogni sera emozioni, difficoltà e come è noto… delizie e gamelle.
Con questo spirito vi racconterò in un articolo/diario il viaggio, i luoghi e le esperienze vissute nell’ultima crociera sociale.
Sabato 28 settembre – da Verona a Procida
Tutti pronti con i borsoni in spalla! Partenza in treno da Verona per arrivare a Napoli, raggiungere il Molo Beverello e prendere l’aliscafo diretto a Procida dove avremmo trovato le nostre barche.
Detto così sembra tutto molto semplice, ma i ritardi dei treni, le multe in autobus (sì lo ammetto, io ero parte di questo gruppetto), il traghetto cancellato da Pozzuoli e poi, arrivati a Procida, il check-in serale delle barche e la cambusa consegnata con la mitica Ape Piaggio, il viaggio sembrava non finire mai.
Ma eccolo il lieto fine, pizza fritta e pasta con i fagioli prese negli stand della festa in piazza. Ora sì, siamo pronti a partire.
Domenica 29 settembre – da Procida ad Ischia
Al primo briefing i capibarca decidono di dirigersi verso Ischia, al porto di Sant’Angelo, ci prepariamo quindi a lasciare Procida, carichi per iniziare la nostra settimana per mare. La giornata è meglio del previsto, il sole splende, il mare non è agitato e il vento spira il giusto per aprire entrambe le vele e portarci verso la meta.
Durante il percorso l’Isola di Procida con i suoi paesini colorati, il Palazzo d’Avalos imponente sul mare, il Ponte di Vivara che collega le due isole come fosse un prolungamento della terra e, più avanti, il Castello Aragonese di Ischia ci hanno regalato un primo scorcio meraviglioso.
La sosta pranzo è prevista appena raggiunta l’isola e la baia scelta è quella della Grotta Verde, una famosa grotta in cui si può entrare solo immergendosi in acqua. Nessuno però tenta l’impresa a nuoto e qualche barca sceglie la baia successiva, ma poco importa perché dopo il primo bagnetto tutto passa e si riparte.
Arriviamo verso Sant’Angelo con il sole che tramonta dietro il porticciolo e, una volta ormeggiati, sentiamo dei botti improvvisi. Fuochi d’artificio che a distanza di pochi minuti vengono sparati da diverse zone del paese. È la Festa di San Michele!
Come prosegue la serata? Con Paolo Belli, il cantante di Rai 1, che ci fa ballare tutti insieme in piazza intrattenendo paesani e turisti con nostre coreografie di gruppo e l’intramontabile trenino.



Lunedì 30 settembre – da Sant’Angelo a Ventotene
Anche oggi Sole! Questa è la bella notizia del risveglio e la seconda è ancora meglio, andremo al Porto Vecchio di Ventotene costruito dai romani scavando direttamente il tufo e creando un porticciolo davvero suggestivo.
Le miglia da percorrere sono circa 25, ma fuori dal porto di Sant’Angelo vediamo quelle piccole “ochette” che ti fanno sperare in una bella veleggiata fino a destinazione. Non è prevista una sosta pranzo quindi la giornata passa tra aperitivi, chiacchiere con l’equipaggio, il pranzo e le solite dispute su come regolare le vele per superare le altre barche.
Raggiungendo Ventotene si vede l’Isola di Santo Stefano con il carcere borbonico in cima che domina il paesaggio, la vista da lassù dev’essere incredibile penso… forse per i carcerati di un tempo un po’ meno.
Ma tralasciamo i pensieri; Arriviamo quindi nel Porto Vecchio e il ragazzo sul gommone ci accompagna una barca alla volta al nostro ormeggio, appena entrati ci rendiamo conto che lo spazio è davvero ridotto, siamo tutti ammassati. Per usare una citazione del mio skipper: “Impaccadi come sardine”.
Niente ci spaventa come Paterazzo, siamo riusciti ad ormeggiare tutti! Ma, come sempre, gli imprevisti accadono e una grattata di timone di una delle barche ha un po’ rovinato gli umori. L’atmosfera però si trasforma in fretta, basta una chitarra, Attilio che la suona e tutti che cantano i classici italiani bevendo un buon gin tonic, il sorriso è tornato e la serata è finita a tarda notte.




Martedì 01 ottobre – da Ventotene a Ponza
Dopo un giro turistico veloce per Ventotene e un bagno nella spiaggia di Cala Nave partiamo per Ponza, non c’è molto vento quindi si prospetta una navigazione anche a motore.
Questa è stata per me una giornata di spostamento, poca vela, il pranzo con la solita pasta, una pennica in prua all’ombra del tender e il risveglio al grido: “delfini!!”. Lo stupore nel vederli nuotare vicino alle barche ci fa tornare sempre un po’ bambini.
Ci stiamo avvicinando a Ponza, ci sono le pareti scavate di tufo bianco e le rocce affioranti davanti all’imboccatura del porto, decidiamo di fermarci prima di entrare per fare un bagno.
Durante la sosta capiamo che le opzioni per la notte sono due, fermarsi qui oppure tentare di avvicinarci al porto ed ormeggiare nella piccola baia che lo precede dove saremmo stati protetti, all’ancora e vicini per raggiungere la riva e fare un giro in paese. La seconda si rivela la migliore e fatto testa l’ancora, al sicuro e stanchi dalla serata precedente, ceniamo e tutti a letto presto.





Mercoledì 02 ottobre – da Ponza a Gaeta
Il tempo sta peggiorando e durante il briefing si discute, considerando il meteo, le distanze e le condizioni del mare, quale sia la meta migliore per avvicinarsi il più possibile a Procida per il rientro di venerdì. Si può tornare a Ventotene o andare a Gaeta alla base nautica Flavio Gioia.
La decisione finale è quella di andare a Gaeta, 45 miglia con mare mosso, vento fresco e quel cielo grigio che confonde la linea dell’orizzonte. Partiamo e ci aspetta una veleggiata divertente, lunga, con il vento che inclina la barca e sempre quella sana competizione che ti porta a parlare di vele, di regolazioni e di come timonare al meglio.
Arriviamo dopo ore verso la costa e preferiamo accendere il motore per arrivare prima che faccia buio, all’entrata del porto ci accoglie una nave militare statunitense ormeggiata e il lungo molo dove ci ritroviamo tutti.
Le condizioni della giornata ci hanno fatto saltare il pranzo, dobbiamo rimediare con una cena fuori a base di pesce, ci diciamo! Come concludere meglio la serata, no? Ma il bello deve ancora arrivare, appena usciti dal ristorante inizia un diluvio universale che ci ha fatto tornare in barca bagnati fradici tra lampi e tuoni, ma almeno a pancia piena.


Giovedì 03 ottobre – da Gaeta a Casa Micciola (Ischia)
Il buongiorno si vede dal mattino! Ecco al mattino ci svegliamo e ci aspettano 40 miglia con destinazione Ischia e delle condizioni impegnative. Il vento oscilla tra i 20 e i 30 nodi, il mare è mosso con onde fino a 1.4 metri e la strada è molta, ma si deve fare.
Ci vestiamo quindi per l’occasione e lasciamo il porto, con le vele ridotte si cerca di prendere le onde al meglio e di fare meno strada possibile, tutto l’equipaggio concentrato e attento ad ogni raffica di vento o movimento della barca.
Qualcuno si sente male e si affida all’amico secchio, altri stanno in silenzio guardando il mare e avendo chissà quali pensieri e altri ancora, come me, si aggrappano al timone e osservano il mare ad ogni sua mossa, sempre pronta a seguirlo o contrastarlo. Devo dire, emozionante!
Il tempo in questi momenti sembra non passare mai, ma le ore passano e con il mare che si scurisce sempre di più, bisogna arrivare a destinazione. Quindi giù le vele e motore acceso con i giri alti per contrastare la forza delle onde.
Anche l’arrivo al porto per noi non è stato semplice, diverse manovre per ormeggiare e quell’appoggio sulle altre barche che non è mai piacevole, ma come si sa, sbagliando si impara e qui di lezioni ne abbiamo imparate. Salvi e stanchi dalla giornata, un giro veloce in paese, una birra meritata e letto.



Venerdì 04 ottobre – da Casa Micciola (Ischia) a Procida
Per rientrare a Procida le miglia non sono molte oggi, circa 6, quindi decidiamo di prenderci una mattinata di relax e di riposo dopo la giornata impegnativa di ieri. Chi si organizza per andare alle terme, chi decide di fare il turista per Ischia e chi per senso del dovere, trova tutto il materiale necessario per sistemare la “bottarella” data alla barca a fianco, devo dire, anche con grande maestria.
Il ritrovo per tutti è alle 14.00, giusto il tempo per prepararsi e si parte perché il rientro è previsto dal charter entro le 17.00.
Arriviamo all’ingresso del porto di Procida e, evitando i traghetti che fanno sponda con Napoli e le barche in entrata o uscita, aspettiamo uno dietro l’altro di far rifornimento al benzinaio. Ognuno trova il proprio posto in banchina e l’ultimo ormeggio è fatto! Non ci resta altro che brindare agli skipper, agli equipaggi e festeggiare tutti insieme a cena fuori.



Sabato 05 ottobre – da Procida a Verona
La settimana è finita e si torna a casa, riprendiamo i borsoni in spalla e scesi dall’aliscafo, c’è chi si ferma a Napoli per un giro in centro ed una buona pizza e chi invece rientra direttamente a Verona.
Questo è il mio racconto della crociera sociale 2024, spero che vi rappresenti e che vi abbia fatto ricordare luoghi stupendi e i bei momenti vissuti in barca insieme.
Buon Vento!
Sara Veronesi

















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