La redazione ha l’autorizzazione di ‘Bolina’ – testata oggi solo digitale e fruibile su abbonamento – alla pubblicazione sul nostro giornalino di questo articolo del nostro socio Giuseppe Galasso sulla autocostruzione di un trimarano in compensato marino…

Scopriamo le fasi di questo progetto ancora in divenire…

Tutto è cominciato nel 2018, quando ho iniziato a leggere il manuale di Paolo Lodigiani “Costruzione moderna di barche in legno”, un libro che consiglio a chiunque, anche a chi non abbia la minima intenzione di costruire una barca...

Da lì in poi ho cominciato a guardare i siti di chi si cimentava con piccole imbarcazioni in legno fatte in casa, poi sono arrivati due libri in inglese, molto validi soprattutto per la ricchezza di illustrazioni: “Cliker Planking boatbuilding manual” di Ian Oughtred e “How to Build a lapstrake wooden boats” di Johnn Brooks e Ruth Ann Hill.

I due testi spiegano come realizzare concretamente certi elementi, ad esempio come ricavare un albero rotondo partendo da quattro listelli, o come sagomarne il profilo alare di un timone o di una deriva con una semplice levigatrice a nastro.

Per qualche anno mi sono limitato a leggere e informarmi. Poi ho cominciato a fare qualche cavalletto in legno da costruzione navale, con soluzioni un po’ diverse da quelle che si trovano nei negozi, ricavando il materiale dai bancali del pellet.

Un modo per cominciare a lavorare con le mani senza troppi rischi. Ho acquistato più di un progetto su internet, perché prima di mettercisi davvero è fondamentale avere ben chiari i livelli di competenza richiesti e le difficoltà che si incontreranno.

La tecnica che ho scelto è quella oggi considerata più accessibile per i costruttori amatoriali: il cuci e incolla – o ‘stitch and glue‘ – se la cercate in rete.

In sostanza, si ritagliano i pezzi di fasciame e le altre componenti dal compensato marino, si tengono provvisoriamente insieme con fascette da elettricista che “cuciono” i bordi, e poi si applica resina epossidica e fibra di vetro a strisce per dare solidità e tenuta
all’insieme…

Nel 2023 ho finalmente trovato uno spazio dove realizzare il mio “cantiere”: una taverna inutilizzata di una parente di mia moglie. Ho stampato il progetto in scala 1:1, riportato le sagome sui pannelli di compensato marino preventivamente giuntati e da lì ho dato forma alla barca, unendo i pezzi con la tecnica descritta.

Il modello che sto costruendo è il Triky Five, un trimarano di 16 piedi (4,9 metri) progettato dallo stesso Lodigiani, nella versione con armo aurico, picco, albero e boma inclusi, tutti realizzati in legno. Non voglio perdermi in troppi dettagli tecnici, ma proprio quei dettagli racconterebbero la bellezza vera di questa attività: il progetto non prevede tutto, e spesso ci si trova soli davanti a un problema che nessun manuale ha mai affrontato. Escogitare la soluzione da soli, in quei momenti, è una soddisfazione che vale quanto la barca stessa!

Fine parte 1

BV,

Giuseppe Galasso

Triky Five è un trimarano di 4,9 metri disegnato da Paolo Lodigiani e Matteo Costa. I piani di costruzione costano 15 euro.