Crociera scuola 2019: cronaca breve di una settimana di vela vista dal pozzetto di Black Panther.



Sabato 04.05

Arriviamo a Sibenik dopo un viaggio lungo e con previsioni a dir poco preoccupanti per i giorni a venire. Dopo aver lasciato i coscritti per l’approvigionamento cambusa al super, le operazioni seguono le consuete dinamiche: contesa dei carrelli, sbarco dei bagagli dal pullman, fila per i documenti al charter, Check-in e infine carico dei bagagli in barca. Il tutto avviene sotto una pioggia insistente, che a tratti lascia al lumicino entusiasmi e buonumore.

Le barche sono per lo più nuove, la nostra – Black Panther – è la prima volta che si concede ad un equipaggio. Faremo di tutto per farla tornare sana e salva. La sera ci avvolge e – con rare sortite di barca in barca – ogni equipaggio si ritira intorno al proprio tavolo, in quadrato. Qualcuno si avventura a Sibenik… Cala la notte e anche le palpebre si chiudono su pupille che inseguono immagini che ancora devono accadere.

Domenica 05.05

La domenica mattina arriva accompagnata dalle drizze che battono qua e là nel marina, una sorta di chiamata generale, un suono di campane sorde e ritmate. E’ lo scirocco che arriva potente nella baia e – pur senza alzare onda – ci racconta molto bene cosa sta avvenendo fuori. Decidiamo di non muoverci. I moli del marina si prestano allora docili alle nostre manovre: poppe e fiancate vi si accostano – più o meno leggere – e ripartono danzando. Tutta scuola, mai abbastanza. Il vento gira in continuazione, si prepara la rotazione a nord-est che ci accompagnerà l’indomani. Le campane qui al Marina Mandalina suonano anche di notte, soprattutto grazie a chi non mette bene in tensione e distanti dall’albero le drizze…

All’incrocio dei venti a Marina Mandalina

Lunedì 06.05

Il briefing del lunedì mattina ci vede ansiosi di partire, a discapito di una previsione di vento sostenuto da nord-est. Saltiamo la tappa verso sud e andiamo a rifugiarci tra i due isolotti ad est di Kakan, entrando dal passaggio a sud di Kaprije. All’arrivo stiamo stretti sotto l’ombrello dei due isolotti, che a fatica coprono per tutti le raffiche a tratti rabbiose.

Allas boa a Kakan

Le barche al gavitello sembrano giovani stalloni alla briglia, non possiamo pensare di passare qui la notte. Si decide di andare. Briglia sciolta e cavalcata al galoppo verso Ravni Zakan: è forse la navigazione più bella della settimana. Vento di 25 nodi tra il traverso e il lasco. Raffiche sui 35 nodi. Mezzo Genoa fuori. È la scelta più corretta per queste condizioni, la barca – nonostante la poca tela – esprime il meglio di sé, la sentiamo felice infilarsi tra le onde. Sorridiamo con lei mentre Il sole si fa strada e la schiuma brilla più che mai.

Al galoppo verso le Incoronate…

Ravni Zakan ci accoglie sempre come una mamma. Le onde si placano, il suo sorriso azzurro si schiude, come l’abbraccio del suo moletto. Qualcuno ha raccolto un grande parabordo a palla che vagava in mare in quelle condizioni, una azione da veri marinai. Lo mostriamo per accogliere e prendere in giro gli ultimi arrivati, come se avessero bisogno di un parabordo gigante per ormeggiare senza danni la barca. Invece siamo qua, tutti al sicuro. Grande Paterazzo! Il ristorante – che una volta era una capanna – ci accoglie con gran lusso, ma tutto sommato anche con rispetto. Ottima cena, prezzo giusto!

Il paterazzo in riga!

Martedì 07.05

L’indomani si parte con gran spolvero di vele, e dopo pochi bordi ci intruppiamo come bambini sugli optimist nello stretto passaggio che da Ravni Zakan porta nel cuore delle Incoronate. Corrente contraria, il vento che si infila, accelera o frena infingardo, le vele delle altre barche che ti coprono. Una bagarre. Qualcuno davanti a noi accende il motore per non finire a terra. Anche noi lo accendiamo, anche se siamo in mezzo siamo praticamente fermi. Passiamo con il genoa che sbatte, senza rollarlo. Ma qui non era il Paterazzo. Forse erano tedeschi…:)

L’entrata sud del canale delle Incoronate viste da Ravnj Zakan

Oltre il passaggio una brezza appena tesa si distende e ci accompagna nel canale fino a Vrugljie, dove ci fermiamo per il pranzo e dove molti di noi salgono sul suo colle, che domina tutte le incoronate. Impagabile vista. Si riparte. Chi all’interno ancora del canale, chi – forse solo noi di Black Panther – sceglie di risalire all’esterno e di ballare un pò. Il vento ruota e si stabilizza da Nord-ovest. Passiamo sotto il faro di Sestrice, sempre imponente, ed entriamo a Telascica per passare la notte nella tranquillità delle sue acque, tra i due isolotti sul fondo della baia.

La vista mozzafiato dal promontorio che sovrasta Vruglje.
Vruglje vista dall’alto.
Le tranquille acque di baia Telascica.

Mercoledì 08.05

Il mattino, dopo una bella sosta al lago Mir e alle scogliere che alcuni di noi hanno già fatto ieri, ci attende il passaggio di Proversa Vela, con i suoi allineamenti. Sempre emozionante per chi la fa per la prima volta. Dal pomeriggio si annuncia scirocco forte: l’alternanza dei venti è causata dal rapido passaggio di perturbazioni che vedono il loro centro proprio nella nostra zona di navigazione. Per questo scegliamo come tappa successiva la grande baia a nord di Zut, che ci accoglie con i suoi gavitelli, ai quali ci assicuriamo. E’ una notte di danze continue. Il vento entra incontrastato e – pur non sollevando onda – agita le barche che brandeggiano con vigore, saltando repentinamente da un lato all’altro del gavitello. Qualcuno di noi ha ormeggiato al sicuro del molo con ristorante annesso. Scelta saggia. Dopo alcune ore passate a tener d’occhio le barche attorno e il nostro cavo di ormeggio, mi butto in dinette con cerata e scarpe, non si sa mai. Le campane di qualche barca accanto suonano a festa anche stanotte.

Scirocco mattutino a Zut

Giovedì 09.05

La mattina restiamo ad ammirare le manovre di un Canadair che si esercita in condizioni di vento forte, tipiche di quando si sviluppano i grandi incendi. In un passaggio passa a pieno carico proprio sopra l’albero della barca di Martina. Visto da pochi metri fa impressione! Fuori lo scirocco butta forte, ma dal pomeriggio è previsto un calo. Decidiamo di partire subito dopo pranzo alla volta di Murter e del suo marina situato a nord, nascosto tra decine di isolotti e ricco di insidie con i suoi bassifondi.

Usciamo da Zut per primi e con prudenza, con fiocco ridotto e due mani di terzaroli. Ma ci accoglie uno scirocco in calo e un’onda fastidiosa, ma maneggevole. Diamo potenza alle vele e ripartiamo. Passato il centro del canale il vento gira e si ristabilisce da Nord-Ovest. Entriamo a Murter in gran parata, con tutte le barche che sfoggiano una farfalla impeccabile. La sera molti festeggiano con docce e profumi e uscendo a cena, dopo due giorni di gavitelli. Porto l’equipaggio di Black Panther a Betina, in un piccolo locale tipico che cucina fritti gustosi e che avevo scoperto in passato. Grazie ragazzi, bella serata!!

Venerdì 10.05

Si è deciso per una puntata alle cascate della Krka, alle quali  si arriva infilandosi nel budello a nord della baia di Sibenik. Si parte in ordine sparso, in una tersa e tiepida giornata senza vento. L’occasione propizia per qualche rilevamento, per un 45°/traverso, insomma per un po’ di carteggio fino a quel momento trascurato, almeno sulla nostra barca. Le misurazioni ci confermano una corrente verso terra. Chissà se qualcun altro lo ha rilevato.

Arrivati a Sibenik, risaliamo il fiume a motore, in un paesaggio intenso e inconsueto, fino a Skradin, da dove si prende il battello per arrivare alle cascate. Alcuni di noi decidono di fermarsi, altri di tornare in serata a Sibenik. Questi ultimi, tra cui il sottoscritto – fatto partire l’equipaggio col battello –  presidiano la barca al gavitello o all’ancora. Sperimento così le insidie e le bizze dell’ancoraggio in corrente con vento contrario.

Da Skradin partiamo per ultimi, insieme alla barca di Michele. L’imbrunire ci regala i fanali accesi sul canale e l’arrivo col buio a Sibenicco, dove facciamo gasolio prima di entrare in marina. Approfittiamo per un po’ di ripasso: ormeggio all’inglese e ripartenza con lo spring. Per noi che abbiamo scelto di partire da Skradin la crociera finisce qui. Chi è rimasto si alzerà presto domattina, per fare le quasi 10 miglia che li separano dal marina di prima mattina.

Sabato 11.05

Un Check out movimentato ci fa perdere un pò di tempo, ma alla fine ci troviamo tutti sul pullman, e si parte per il lungo viaggio di ritorno. Verona ci accoglie sotto un temporale biblico. Ma negli occhi abbiamo ancora il mare, e scarichiamo i bagagli danzando sotto la pioggia.

Ringrazio con tutti gli skipper il coordinatore, i secondi e tutti gli equipaggi e spero mi permetterete di ringraziare di cuore quello di Black Panther. E’ stata una grande settimana di vela e di amicizia. Quale scuola migliore, se non il mare stesso?

Alla prossima, Paterazzo!

Icio