Come in ogni estate velica Paterazziana che si rispetti, anche quest’anno si è svolta la “Regata delle Rose”. L’edizione di questa regata tenutasi domenica 4 luglio 2021, però, è stata ancora più valorizzata da un evento speciale, che ha accumunato ben 8000 chilometri di coste e laghi del nostro paese con un nuovo progetto intitolato “10.000 vele contro la violenza di genere – cambiamo la rotta insieme”.

L’iniziativa è nata per porre l’attenzione sul tema della Violenza sulle donne, argomento di grande attualità e di incommensurabile importanza, che però molto spesso, ancora oggi, viene trattato in maniera fugace e, purtroppo, solo in occasione di crimini violenti nei confronti del gentil sesso. Ma va ricordato, che il termine Violenza è fatto di infinite sfaccettature e di molteplici significati che, il più delle volte, non presenta segni evidenti sul corpo della vittima, e nulla ha a che vedere con le percosse e i maltrattamenti fisici..

Il mondo della Vela quest’anno ha deciso di dare spazio a questa importante tematica in maniera, a mio avviso, molto elegante, invitando tutte le imbarcazioni partecipanti alle regate ad issare un lungo nastro rosso sulla propria barca.

Noi, come equipaggio femminile del Paterazzo, non potevamo di certo mancare a questo importante evento, che, in un certo senso, ci vedeva doppiamente protagoniste.

La nostra squadra è nata tra il 2017 e il 2018. Oltre alle presenti in gara il 4 luglio (Patrizia Zorzi, Martina Brisighella, Mara Morandi e la scrivente Francesca Andrian), il nostro gruppo si compone anche di Rita Attolini e Alessandra Chelo, che, purtroppo per motivi personali, non hanno potuto essere con noi a veleggiare. Special Guest della giornata la velista Sabrina Saetti, la quale si è unita per spirito di solidarietà femminile al nostro Team. Assente all’appello, ma anch’essa totalmente giustificata, Laura Zampieri, che di tanto in tanto presta il suo prezioso aiuto alla nostra squadra, pur facendo parte dell’equipaggio femminile Unicredit.

Purtroppo, è dispiaciuto a tutte vedere che l’unica imbarcazione con equipaggio totalmente femminile fossimo solamente noi. Un peccato davvero! Sarebbe stato sicuramente bello e oltremodo avvincente, poter competere con altre squadre di donne. Siamo sicure che ci saremmo divertite il doppio e non credo di esagerare nel dire che saremmo state un vero spettacolo, perché questa giornata era dedicata a noi e poteva essere davvero un buon momento per unire competitività e solidarietà tra tante donne.

Perché, a dire il vero, cosa rappresenta davvero quel nastro rosso che il 4 luglio ha fatto da collante a tutte le imbarcazioni? Potremmo definirlo come un vero e proprio fil rouge?

Io ci ho pensato molto al rientro dalla giornata di regata e credo che possa rappresentare veramente tutte quelle problematiche che impediscono un’emancipazione femminile geograficamente e socialmente trasversale.

E il mio augurio è che un evento come questo possa cominciare a dare voce a tutte quelle situazioni che sembrano poco impattanti sulla quotidianità di ognuno di noi e che invece sono ostative al raggiungimento di una serena e proficua interdipendenza tra i generi. E lo sport della Vela può farlo!!

Donne!!!!! No, non è arrivato l’arrotino… :)) però sarebbe arrivato il momento di avere un po’più di coraggio e di mettersi in gioco. E più saremo nei prossimi anni e più avrà risalto questo progetto. Perché in questa manifestazione si poteva fare la differenza semplicemente essendoci. E quindi il mio auspicio (e credo di parlare anche a nome dell’equipaggio femminile) è che l’anno prossimo questa iniziativa veda gareggiare fianco a fianco tanti equipaggi in rosa, perché altrimenti sarebbe un’altra occasione mancata!

BV,

Francesca Andrian