Nota è l’attitudine scaramantica dei naviganti: ad esempio il verde è bandito da indumenti ed arredi (indicava ossidazione dei metalli piuttosto che ammuffimento del traporto o dei trasportati!!), l’ombrello si lascia a casa, come anche le banane, non si salpa di venerdì, non si parla di conigli sulle barche che battono bandiera francese e fischiare a bordo non è consigliabile qualsiasi sia la bandiera issata: il vento potrebbe sentirsi sfidato e ricambiare con una bella tempesta.

Tra le superstizioni più antiche e radicate, la riluttanza ad accogliere equipaggi femminili a bordo è ben nota e riassunta emblematicamente in questo detto marinaresco: “Donna fuoco e mare fanno l’uomo pericolare”.

Infatti traccia di donne a bordo la si trova solo a partire dal 1500 con rari esponenti femminili di grande coraggio e temperamento: dall’irlandese Grace O’Malley (detta Regina del Mare di Connemara) pirata e comandante, che con coraggio e tenacia sostenne i rivoltosi irlandesi contro le navi di Elisabetta I d’Inghilterra, ad  Hannah Snell che attorno al 1750 si arruolò nella Royal Marine fingendosi uomo e combattendo per mare  nascondendo la sua vera identità per anni.  Jeanne Baret tra fine ‘700 ed inizio ‘800, fu la prima a circumnavigare il globo fingendosi uomo, a bordo di una spedizione: contribuì, come botanica, alla classificazione di fiori e nuove specie, tra cui la la bougainville  e la Solanum baretiae (fiore a lei dedicato).

Lo spirito d’avventura, sportivo ed agonistico ha coinvolto via via sempre più di noi nel mondo della vela, sia a livello italiano che internazionale e gli esempi sono davvero tanti: Isabelle Autissier, Florence Arthaud, Ellen MacArthur, Lucia Pozzo e tra le piu giovani Cole Brauer ( anni 20 arrivata seconda lo scorso marzo alla Global Solo Challenge su una barca Classe 40, diventando la prima donna degli Stati Uniti a navigare in solitaria attorno al mondo  senza scalo e senza assistenza).

Anche nel recente Cimento invernale presso la Fraglia della Vela di Desenzano, a cui il nostro gruppo partecipa complessivamente con 8 imbarcazioni, la presenza femminile è importante e rappresentata nelle varie fasce d’età e d’esperienza, a bordo delle barche iscritte. Sulle imbarcazioni del nostro Gruppo sono presenti capobarca (Cate, Cristina, Giorgia, Martina, Ross), tra di loro anche molte delle socie, che nel 2014 crearono il simpatico gruppo delle Le PatGirls”(equipaggio solo femminile) che ha gareggiato e frequentato le acque del Garda con tanto di maglietta personalizzata!!!!

Sentendo alcune delle loro voci in diretta emerge l’entusiasmo per mettersi in gioco, anche in questo ambito, con adrenalina e voglia di competere e …vincere!!! Martina partecipa dal 2008 a questa competizione con tanta grinta e coinvolgimento; Ross, tra le veterane, osserva che risuona bello ed incoraggiante, sentire chiacchierare e parlare di vela nello spogliatoio affollato, che qualche anno fa annoverava solo qualche partecipante donna!

Cate, stigmatizza, che quando non parleremo più di quote rosa “sarà un successo” e che le magliette potrebbero riportare un nuovo slogan per sottolineare il fatto che al Paterazzo, tutte hanno la possibilità di partecipare attivamente e non essere: “SOLO TRASPORTATE”.

Come riflessione finale riporto quanto affidatomi da Giorgia, già salita sul podio nelle prime gare del Cimento Invernale con Airone Blu, che con spirito competitivo, sportivo ed abilità, invita a trovare ispirazione, anche per la vita quotidiana, nelle imprese quasi impossibili di persone solo all’apparenza fragili, giovani: in particolare la sua beniamina Violette d’Orange, anni 23, che sta partecipando alla Vendée Globe come la più giovane della storia.

Se volete tifare per Violette e per le altre skipper in regata (Justine, Isabelle, Pip, Samantha e Clarisse) o lasciarvi ispirare per andare in vela e non solo, ecco il link: https://www.vendeeglobe.org/en/tracker

Ndr: il 33% dei soci del Gruppo è DONNA!!!

Evviva!

Manuela Beverari