Otto barche, per un totale di 48 soci, hanno solcato nell’ultima settimana di maggio le acque croate. Si è, infatti, appena conclusa la crociera scuola, sei giorni di navigazione, sei giorni di scuola, dove il capobarca può fare al meglio il proprio “lavoro”.

Partenza dal Marina Hramina a Murter con 8 barche uguali, dei Bavaria 41 Cruiser del 2016 ottimamente curati dal charter, essendo fine maggio il tempo è dalla nostra. Previsto per la domenica vento da NW, da lunedì il meteo dà il vento in rotazione fino ad arrivare allo scirocco. Martedì e mercoledì un bel scirocco sostenuto dovrebbe permetterci di fare acqua con vento in poppa. Giovedì previsto vento in calo e venerdì forte bora, ma è ancora troppo presto.

E’ domenica mattina, briefing fra gli skipper, si decide di portarsi verso sud per poi sfruttare lo scirocco e fare Kornati e Telascica con vento in poppa. Si tengono i consueti briefing sicurezza e alle 11 le barche iniziano a partire alla spicciolata, fare qualche prova motore ed inizia la navigazione verso Kaprije, con sosta per il pranzo in baia Kosirina.

Gli allievi e i soci iniziano a scoprire la barca, a regolare le vele e provarsi al timone, per molti è la prima volta la mare e con barche da crociera. A cercare di capire sulla carta dove si trovano, a scoprire i punti cospicui. Prima notte a Kaprije al gavitello, prima serata in compagnia. Michele Derossi e Alessandro Savalli s’inventano un modo per stare vicini e coinvolgono anche le barche di Icio Veronesi e di Attilio Bertani. Così per l’aperitivo e il post cena ci sono 4 pozzetti pronti ad accogliere i soci vogliosi di conoscersi e stare insieme.

Passa la notte in fretta, solito briefing fra gli skipper, si conferma quanto detto il giorno precedente, questo lunedì prevede rotta su Kameni Zakan all’ancora e poi a nanna a Vrulje, non senza aver fatto scoprire le Kornati dall’alto. Il vento è già scirocco, si naviga di poppa, compaiono i primi barber per il fiocco per migliorare le performance, si arriva con agilità a Kameni Zakan, gli allievi fanno il loro primo ancoraggio, bagnetto e…il coordinatore propone regatina, tutte barche uguali, bel venticello, non vuoi approffitarne?

Partenza ad ovest di Kameni Zakan di bolina con scirocco, lasciamo l’isola sulla sinistra e poi direzione Vrulje. Michele Derossi scappa subito via, Alessandro Savalli, Sandro Caniglia e il sottoscritto lottano per il podio, via via tutti gli altri. Gli allievi scoprono, regolazioni di fino, si continua a giocare con punti di scotta, svergolamento delle vele e regolazioni varie. Ogni timoniere migliora a vista d’occhio la conduzione della barca, siamo al secondo giorno, ci sono normali difficoltà nel condurre la barca ma i primi dubbi iniziano a sciogliersi e la confidenza col mezzo aumenta. Il vento cala in fase di approccio all’arrivo, le posizioni vengono congelate, il podio vede Derossi, Camponogara e Caniglia.

A Vrulje chi non ha mai visto le Kornati dall’alto ha la possibilità di scoprirle salendo sulla collina, il paesaggio vale la pena di 20 minuti di scarpinata fra sassi e sterpaglie, da qui è possibile vedere a 360° tutte le Kornati. Qualche capobarca e qualche socio si avventurano fra le barche per cercare un po’ di compagnia e un buon aperitivo. La notte regala una stellata spettacolare senza nessun tipo d’inquinamento luminoso.

La stanchezza della lunga navigazione si fa sentire e dopo cena solo pochi timidi (o forse non timidi) salgono sul gommone alla ricerca di qualche barca dove fare due chiacchereE’ martedì mattina, si decide di puntare verso nord, Uvala Mir per il pranzo e notte a nell’estremo nord del parco di Telascica. Gli allievi una volta mollati gli ormeggi si devono districare in bordeggi di poppa in spazi ristretti e con qualche insidia, si mette il naso all’esterno del faro di Sestrice, qualche onda si fa sentire ma per poco, si rientra fra le isole, non dopo aver ammirato il bellissimo faro che fa da ingresso/uscita nord delle Kornati.

Prima di arrivare a Uvala Mir, come da programma, si effettuano delle manovre di panna e UAM. Si arriva a Uvala Mir, famosa baia del parco di Telascica. Si passa qualche ora qui, chi scende a terra a fare due passi per ammirare l’omonimo lago e le scogliere. Altre due miglia e siamo al nostro ancoraggio sicuro per la notte, lo scirocco infatti non demorde. La flotta è vivace, ci si sposta da una barca all’altra per scambiare quattro chiacchere sulla giornata, chi sul gommone e chi a nuoto. Cena e alla sera, per i tiratardi, 3 pozzetti disponibili, infatti tre barche hanno dato ancora vicino e si sono unite per la notte.

Il risveglio del mercoledì nella baia ben protetta è accompagnato da qualche leggera raffica che si insinua nella baia, i capibarca iniziano il solito briefing festeggiando il compleanno di Giorgio Leoni, compare anche qualche dolcetto preparato dal pasticcere di bordo Roberto Adami. Si cerca per la notte un posto con possibilità di ormeggiare a terra e fare acqua, si decide per Iz Veli. Però prima si va a vedere il passaggio di Proversa Vela, purtropppo non fattibile per le nostre barche, poi passaggio di Proversa Mala e sosta a Uvala Bizikovica (nord di Zut).

Gli allievi possono finalmente mettersi alla prova di bolina, infatti appena uscita dal nostro guscio per la notte, lo scirocco soffia deciso e il bordeggio di bolina si fa interessante. A Proversa Vela si arriva in fretta, poi Proversa Mala e sosta per il pranzo. A stomaco pieno si riparte stavolta con vento in poppa verso Iz Veli. La maggior parte degli equipaggi decide di testare la cucina locale ma solo dopo una bella doccetta. Altra serata in compagnia, facilitata dal stare in porto.

Il briefing del giovedì non è facile, non è previsto vento se non poco nel pomeriggio, l’opzione iniziale era salire verso nord, per Muline e poi scendere il canale fra l’isola di Ugljan e la terra ferma con direzione Kucljica. Molti sono preoccupati di fare troppe miglia a motore e vorrebbero iniziare a scendere subito verso sud. Lo scendere verso sud però non regale le possibilità di Kucljica, un molo dove ormeggiare con ancora e cavi a terra e possibilità di fare manovre a motore, cosa non stata ancora possibile in questa crociera.

Quindi alla fine il programma è baia a sud di Muline, regata dei gommoni, pranzo e direzione Kucljica. La prima parte della tappa è una bella smotorata, qualcuno ne approfitta per visitare di sfuggita le baie lungo il percorso. A Muline ben due regate dei gommoni, quella fra equipaggi e quella fra primi e secondi di ogni barca. Come sempre, tanta confusione, poche regole ma tanto tanto divertimento.

La sfida ufficiale tra gli equipaggi…
La competizione tra i primi e i secondi.

La seconda parte della navigazione regala anche qualche ora a vela. A Kucljica finalmente è possibile fare delle manovre a motore, chi all’inglese, chi di poppa. Ancora, cavi a terra e inizia la magia di Kucljica, per le ore 20.30 è previsto Apericena collettivo sul molo, fervono i preparativi, i cuochi sono all’opera. Una bellissima serata in compagnia coinvolgendo tutti.

E’ venerdì, il charter ci fa capire che è meglio se rientriamo direttamente la sera e non la mattina, quindi si naviga verso a sud, prima però ancora qualche manovra a motore, si parte poi a motore verso la baia individuata per pranzo. Fortunatamente però Eolo (la forte bora prevista qualche giorno prima non si fa viva) ci regala ancora un po’ di vela, ultimi bagni a pranzo, prima di rientrare però ci si regala un’altra sosta a Vela Luka, per posticipare quanto possibile l’ingresso al marina, che un po’ fa presagire la fine della vacanza.

Al rientro si fa il consueto gasolio, si ormeggia, fortunatamente tutti vicini e si passa l’ultima serata in compagnia. Il risveglio del sabato è triste come la pioggia che inizia a scendere: una settimana di crociera scuola è volata via. Una settimana d’impegno e dedizione dei capibarca per insegnare e trasmettere la propria passione, avendo la possibilità di farlo per sei giornate di navigazione di fila, tanta roba.

Una settimana dove gli allievi entusiasti dell’attività svolta hanno scoperto anche la seconda faccia della crociera, lo stare bene insieme e il divertirsi in compagnia, dove hanno completato la conoscenza de Il Paterazzo, una associazione velica che promuove la vela ma anche, soprattutto, un gruppo di amici con cui condividere una passione.

Grazie a tutti i presenti, un grazie speciale ai capibarca e un grazie infinito a Il Paterazzo.


Il Responsabile Capibarca
Federico Camponogara