La cultura serve al momento del bisogno! A qualcuno potrà sembrare una bestialità, pensiero comprensibile, tuttavia si può fare; d’altra parte ci è sempre stato insegnato a fare l’opposto ovvero terzarolare con andature di bolina non stretta.
Indubbiamente viene molto bene se stiamo navigando sui bordi quando, guardando avanti, ci accorgiamo che sta per arrivare un vento per il quale la nostra velatura potrebbe essere esuberante.
Però questo problema si accentua quando si naviga in poppa con vele portanti, molto di più se sotto spy, poiché potrebbe accadere che ci accorgiamo del vento (che ci raggiunge da poppa) solo quando lo abbiamo già addosso e ormai sarebbe troppo tardi per prevenire, come ogni buon marinaio dovrebbe fare.
Oppure ci potrebbe sorprendere in regata dove, sul lato di poppa, si tende ad avere a riva più tela possibile ma che, nel successivo lato di bolina, sarebbe troppa, oppure ancora trovandosi a fianco altri concorrenti o sopraggiungenti non si può cambiare rotta senza incorrere in pericoli oppure ostacolarli o perdere molta acqua per ridurre tela.
Comunque sia, senza andare ad investigare sul perché uno si è trovato in condizioni difficili senza prevederle, cerchiamo di capire come si può rimediare all’inconveniente senza ammainare lo spi. È ovvio che per questa manovra ci sono dei limiti da considerare prima e che molto dipendono dalle condizioni meteomarine ma anche, o in buona parte, dalla valutazione dei rischi che si vogliono correre nonché dalle capacità dell’equipaggio.
Va premesso che ci sono delle differenze tra il ridurre in poppa una randa inferita nell’albero ed una full batten dotata di carrelli che scorrono all’esterno dell’inferitura. Anche se potrebbe non sembrare non è detto che queste ultime siano più facili da ammainare solo perché più scorrevoli. Infatti talvolta le stecche, che puntano i carrelli sull’albero per agevolare la forma ideale della vela, possono creare più problemi delle rande parzialmente steccate proprio per il fatto che, non appena lascata la drizza, tendono a prendere vento perché puntate. Comunque, servirà molta più attenzione e sincronismo nelle manovre, ma si può fare.
Altra premessa: è necessario che il circuito delle borose sia efficiente. L’ ideale è quello alla tedesca in cui, con una sola manovra corrente, si mettono a segno quasi contemporaneamente sia il punto di mura che di scotta ma, alla fine, si tratta solo di coordinare molto bene le manovre. Come in un balletto che esegue fantasiose figure all’unisono, anche qui drizza, borose, vang ed amantiglio vanno gestiti all’unisono. Va da sé che il timoniere dovrà essere molto accorto nella difficile conduzione della barca col vento in poppa mantenendo la rotta scelta con la miglior costanza possibile.
Tutti sappiamo che, filando in poppa, il vento apparente è sempre minore del reale: nel nostro caso si approfitta proprio di questa situazione. Ovvio che la presenza dell’amantiglio o del vang rigido sarebbero un ottimo aiuto (non indispensabile) com’è altrettanto ovvio che sarebbe meno macchinoso (ma non più semplice) avere la randa avvolgibile, magari nel boma.
Iniziamo considerando un armo normalissimo con randa parzialmente steccata e inferita con canestrelli:
1) Andatura di poppa più piena possibile;
2) Cazzare l’amantiglio;
3) Cazzare randa al centro, il più possibile col vento dalla balumina. Se necessario con il trasto leggermente sopravvento per avere il vento laminare da poppa;
4) Mantenere il vang cazzato che, contrastando l’amantiglio, mantiene il boma fermo;
5) Lascare drizza randa fino ad incocciare la bugna di mura al corno di trozza (questa manovra potrà risultare particolarmente dura in base al vento apparente) e, SIMULTANEAMENTE, cazzare la borosa della mano di terzarolo relativa. È fondamentale che, in questa fase col vento da poppa, la randa rimanga sempre ben tesata;
6) Ricazzare la drizza randa;
7) Lascare il vang e scotta randa e, ancora SIMULTANEAMENTE, cazzare la borosa fintanto che la bugna di scotta arriva a segno. E’ fondamentale la simultaneità delle azioni per evitare che la vela prenda vento;
8) Lascare amantiglio, scotta randa, regolare il punto di scotta e…. Il gioco è fatto!
Alternativa già collaudata sul nostro Malipan… in fondo conoscere un’opzione in più non fa mai male! Provare per credere!
Considerazione ovvia e banale: se avessimo lo spi dotato di calza o un gennaker avvolgibile, chiudere momentaneamente e velocemente le vele portanti; comunque, potendo scegliere, è preferibile eseguire tale manovra col metodo tradizionale, più agevole e più sicuro.
B.V.
Francesco Rancan
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