Ci sono viaggi che si misurano in miglia, rotte e nodi di vento; altri, invece, si misurano negli sguardi degli equipaggi, nelle manovre riuscite, nelle cene improvvisate in pozzetto, nelle risate che attraversano una baia silenziosa. La 38ª Crociera Scuola del Paterazzo è stata entrambe le cose: un’esperienza di navigazione vera, intensa e formativa, ma anche una settimana di vita condivisa, nello spirito più autentico del nostro circolo.

Partiti da Verona con otto equipaggi e quarantotto soci, abbiamo raggiunto Biograd per iniziare un itinerario che ci ha portati tra baie, porti, parchi naturali e passaggi impegnativi della costa croata: Murter, Šibenik, Skradin, le cascate del Krka, le Incoronate, Telašćica, Žut e infine il rientro a Biograd. Ogni giornata ha avuto il suo carattere: briefing tecnici, prove di ormeggio, ancoraggi, navigazione in flottiglia, vento sostenuto, mare formato, ma anche bagni coraggiosi, incontri inattesi, serate in musica e cieli stellati.

Questa crociera scuola ha confermato ancora una volta il valore della vela come palestra di competenza, responsabilità e collaborazione. A bordo si impara a leggere il meteo, a scegliere una rotta, a governare la barca, a fidarsi dell’equipaggio e a rispettare il mare. Ma si impara anche qualcosa di più semplice e prezioso: condividere il tempo, accogliere l’imprevisto, sentirsi parte di una comunità.

Sabato 2 maggio, Da Verona a Biograd: si parte

La partenza è fissata alle 6.30 da Verona Est. Il pullman si riempie rapidamente di borse, cerate, sacche, cambuse ancora da immaginare e soprattutto di entusiasmo. Siamo otto equipaggi, quarantotto soci, direzione Biograd, in Croazia, per dare inizio alla 38ª Crociera Scuola del Paterazzo.

Il viaggio scorre piacevole, in quel clima tutto nostro che potremmo definire semplicemente “paterazziano”: chiacchiere, programmi, previsioni, aspettative e qualche inevitabile racconto di mare delle edizioni precedenti. Durante il tragitto vengono consegnate agli skipper le classiche dotazioni di bordo: jack stay, giornale di bordo, estratto del portolano della Croazia, pianetti di bordo, gancio libera ancora e gadget. Tutto serve a ricordarci che non stiamo andando solo in vacanza: stiamo entrando in una settimana di scuola, navigazione e vita marinaresca.

Arriviamo a Biograd in tempo utile per la consegna delle barche presso il marina. Una parte degli equipaggi prende subito confidenza con l’ambiente croato in uno dei modi più concreti e indispensabili: la cambusa in un ipermercato vicino al porto. Altri iniziano a conoscere la propria barca, a controllare spazi, dotazioni, cabine, gavoni e attrezzature.

La serata è dedicata al briefing “Vita a bordo”, primo vero momento comune della crociera. Poi ciascun equipaggio si ritrova in barca per la cena: il marina si trasforma così in una piccola comunità galleggiante pronta a partire.

Domenica 3 maggio, Prime manovre, prima baia, prima notte all’ancora

La giornata comincia con il briefing sicurezza, che ci accompagna fino alle 11. Prima di lasciare davvero il marina, però, è necessario conoscere la barca. Nella baia antistante Biograd iniziamo quindi le prime esercitazioni: effetto evolutivo dell’elica, soprattutto in retromarcia, manovra a 360 gradi e rotazione sul posto.

Sono prove apparentemente semplici, ma decisive. Ogni componente dell’equipaggio viene coinvolto, perché la Crociera Scuola non è fatta per spettatori: tutti devono capire, provare, sbagliare, correggere. In particolare, la rotazione sul posto si rivelerà un fondamentale molto utile nei giorni successivi, soprattutto durante le manovre in spazi ristretti e con vento.

Con vento da nord-ovest crescente fino ai 15 nodi, finalmente issiamo le vele e iniziamo ad apprezzare le prime andature portanti. La flottiglia si dirige verso la prima baia scelta per l’ancoraggio e la sosta pranzo: Kosirina, sulla costa occidentale dell’isola di Murter. Il sole accompagna la giornata e qualche coraggioso decide perfino di concedersi il primo bagno.

Nel pomeriggio, verso le 16, si riparte. Il meteo prevede un cambio di vento da sud/sud-est e occorre scegliere una baia ben riparata per la notte. La destinazione individuata è baia Promila. Qui sette equipaggi si cimentano con l’ormeggio di poppa con cavi a terra, mentre un equipaggio preferisce fermarsi al gavitello in una baia dell’isola di Kakan, proprio di fronte a noi.

L’ormeggio con cavi a terra è sempre una prova interessante di abilità marinaresca. Richiede coordinamento, precisione e una buona dose di spirito pratico, soprattutto per chi deve scendere sul tender, magari a remi, e individuare il masso o l’albero adatto a garantire una notte tranquilla. A prua, intanto, l’ancora deve lavorare correttamente su un fondale variabile a seconda della posizione dai 3 agli 8 metri; a poppa, le cime devono essere ben tesate, senza irrigidire troppo l’assetto della barca.

La sera ci regala uno dei momenti più belli della settimana: una baia tutta per noi, il silenzio della notte, alcuni equipaggi canterini, altri svegli ad attendere il sorgere di una luna sontuosa e luminosa. È uno di quei momenti in cui la fatica della giornata si scioglie e la crociera comincia davvero a diventare memoria condivisa.

Lunedì 4 maggio, Verso Šibenik, tra vento, mura e incontri inattesi

Dopo il consueto briefing delle 8.45 con skipper e secondi, ogni equipaggio riceve le indicazioni per la giornata. La meta è Šibenik. Il vento da sud/sud-est, già presente dalla notte, accompagna la partenza e rende subito interessante la navigazione.

Viaggiare in flottiglia è una scuola nella scuola. Non significa soltanto procedere insieme: vuol dire confrontare andature, regolare le vele osservando le altre barche, gestire le precedenze, mantenere distanze corrette, leggere il comportamento del vento e del mare. Ogni equipaggio impara anche guardando gli altri.

Il vento rinforza superando i 15 nodi e ci ritroviamo nel bel mezzo di un campo di regata. L’immagine è di quelle che restano: barche in movimento, vele tese, equipaggi concentrati.

La sosta pranzo è in baia a Kaprije. Poi attraversiamo un braccio di mare e raggiungiamo Šibenik, che ci accoglie con le sue caratteristiche mura fortificate e il suggestivo canale d’ingresso. L’arrivo in flottiglia al porto è ordinato, ma non banale: gli equipaggi provano gli ormeggi di poppa sulla banchina del molo comunale, con vento in aumento e condizioni utili per testare davvero le manovre.

Nel pomeriggio e poi di sera c’è tempo per visitare la città. Šibenik sorprende con scorci che ricordano la presenza veneziana, vicoli, pietra chiara, salite, piazze e angoli pieni di storia. La giornata regala anche due incontri speciali. Il primo con Licia Colò, impegnata in alcune riprese; il secondo con Francesco, un giovane ciclista milanese di passaggio da Šibenik e diretto addirittura a Tokyo.

Nello spirito di accoglienza che caratterizza il Paterazzo, Francesco viene invitato a cena dagli equipaggi. Anche questo è mare: incontrare storie diverse dalla propria, farle salire a bordo per una sera e lasciarsi sorprendere dalla strada — o dalla rotta — degli altri.

Martedì 5 maggio, Cambio di programma: rotta su Skradin e visita al Krka

Il meteo in peggioramento induce gli skipper a modificare il programma. È una delle lezioni fondamentali della navigazione: il piano esiste, ma deve sempre confrontarsi con il mare, il vento e la sicurezza. La decisione è quindi di risalire il braccio di mare che conduce verso Skradin, dove le acque salate incontrano quelle dolci.

Il passaggio sotto il ponte dell’autostrada è uno dei momenti più caratteristici della giornata. Le barche procedono in un paesaggio diverso da quello del mare aperto: il canale si stringe, il colore dell’acqua cambia, le rive si avvicinano e la navigazione assume un ritmo più raccolto.

Arrivati a Skradin, ormeggiamo di poppa al marina. Da lì saliamo subito sul traghetto che ci porta al Parco Naturale di Krka. La gita è bagnata, ma molto bella. Il parco ci accoglie con un verde autentico e rigoglioso, cascate, fiumicelli, ponti, sentieri e un vecchio mulino che sembra sospeso in un tempo più lento.

Anche quando la pioggia accompagna la visita, il gruppo mantiene il suo spirito: si cammina, si osserva, si fotografa, si scherza. La natura del Krka offre a tutti una pausa diversa, lontana dalle manovre e dalle vele, ma perfettamente inserita nel senso della crociera: conoscere un territorio dal mare significa anche saper scendere a terra e ascoltarlo.

La sera, alle 21, si apre il “bar in trasferta” del Paterazzo. È uno di quei momenti che non hanno bisogno di troppe spiegazioni dove il gin tonic è d’obbligo tra risate, canzoni, chitarra e compagnia fino a tarda sera. Dopo una giornata umida, la serata scalda l’equipaggio meglio di qualunque stufa.

Mercoledì 6 maggio, Meteo, carte sinottiche e navigazione verso le Incoronate

La mattina non comincia solo con il consueto briefing. Gli equipaggi sono chiamati a un lavoro più tecnico: consultazione delle mappe sinottiche e analisi delle previsioni meteo. È un passaggio importante, perché permette di trasformare la navigazione in consapevolezza: non si parte semplicemente perché “si può”, ma perché si è letto, valutato, discusso.

Il miglioramento delle condizioni consente di lasciare Skradin. Ripercorriamo il canale, passiamo nuovamente davanti a Šibenik e puntiamo verso il Parco delle Isole Incoronate.

Il vento rinforza, con raffiche fino a 30 nodi e mare formato, con onda di circa 1,5-2 metri. È una navigazione impegnativa, ma bella: bolina larga e traverso ci portano fino alla baia Vanjska di Kaprije per la sosta pranzo. Qui la Crociera Scuola mostra il suo volto più vero: vento e mare non sono ostacoli da temere, ma condizioni da comprendere e affrontare con equilibrio, prudenza e competenza.

Nel pomeriggio ripartiamo verso le Incoronate, uno dei paesaggi più affascinanti dell’Adriatico. Il parco è formato da isole e isolotti per lo più brulli, abitati da pecore e da qualche olivo: un paesaggio lunare, essenziale, quasi fuori dal tempo. Navigare tra queste isole significa entrare in uno spazio in cui la roccia, il vento e il mare sembrano parlare una lingua antica.

La destinazione per la notte è l’amena baia Kornati sull’isola Vrulje, dove gli equipaggi si sistemano all’inglese o all’ancora. Ancora una volta, una baia tutta per noi. Dopo una giornata intensa, il silenzio delle Incoronate diventa il premio migliore.

Giovedì 7 maggio, Telašćica, Proversa Vela e la palestra naturale dei velisti

La giornata inizia con una breve escursione sull’altura di baia Kornati. La salita viene ampiamente ripagata: dall’alto si gode una vista mozzafiato sul parco e sulla baia. È uno di quei panorami che spiegano meglio di tante parole perché valga la pena navigare: solo dal mare, e poi da un sentiero raggiunto via mare, certi luoghi si rivelano davvero.

Ripartiamo con poco vento dopo la pioggia della notte in direzione Telašćica. La conformazione del parco rende questa zona una vera palestra per velisti: passaggi stretti, fondali bassi tra isolotti, pericoli isolati, mede, segnali cardinali. Non è una navigazione da vivere distrattamente. Richiede carte, attenzione, confronto continuo e capacità di anticipare.

Purtroppo il meteo fa saltare la prevista navigazione notturna, ma l’equipaggio utilizza comunque il tempo in modo formativo: rilevamenti per il punto nave, pianificazione della rotta e uso dei coni di sicurezza. Sono esercizi preziosi, perché insegnano a leggere la carta non come un oggetto teorico, ma come uno strumento vivo, indispensabile per prendere decisioni.

La splendida baia di Telašćica ci accoglie per il pranzo. Poi proseguiamo verso Proversa Vela, passando a vela e utilizzando l’allineamento dei Dromi: quattro monoliti con un segnale nero verticale che, quando allineati a poppa, indicano il corretto passaggio nello stretto. La profondità è di soli 1,9 metri, anche considerando la marea: abbastanza per passare, ma non abbastanza per distrarsi.

Il passaggio è uno dei momenti tecnicamente più interessanti della crociera. Ai lati si trovano zone di basso fondale e la rotta deve essere mantenuta con precisione. È la dimostrazione concreta di come segnalamenti, allineamenti e lettura del fondale siano parte integrante della navigazione.

La giornata si conclude a baia Konoba, sul lato orientale dell’isola di Žut, raggiunta con una bella bolina con 25 nodi di vento e raffiche fino a 29. Tutti all’ancora, sotto una stellata incredibile. Dopo il vento, le manovre, i passaggi stretti e la concentrazione, il cielo pieno di stelle sembra chiudere la giornata nel modo più semplice e perfetto.

Venerdì 8 maggio, Ultime manovre, rifornimento e rientro a Biograd

L’ultima giornata di navigazione comincia con l’avvicinamento a baia Hramina, sull’isola di Murter, per il rifornimento. Ma anche il rientro diventa occasione di esercizio: l’equipaggio si cimenta nelle manovre di panna, uomo a mare e ormeggio di poppa al molo di Hramina.

Sono prove importanti, perché riassumono lo spirito della settimana: imparare facendo, con attenzione alla sicurezza, alla precisione e alla collaborazione. Ogni ruolo a bordo conta. Chi timona, chi regola le vele, chi osserva, chi comunica, chi prepara le cime: la riuscita della manovra è sempre il risultato di un equipaggio, mai di una sola persona.

Nel pomeriggio si rientra al marina di Biograd entro le 18. Le barche tornano al punto di partenza, ma gli equipaggi non sono più gli stessi del primo giorno. Hanno condiviso vento, pioggia, sole, mare formato, ormeggi, briefing, cambuse, cene, canzoni e decisioni.

La sera si svolge la tradizionale cena “svuotacambusa” sul molo: un rito semplice e immancabile, in cui tutto ciò che è rimasto a bordo diventa occasione per stare ancora insieme. Il mattino seguente, prima della partenza per Verona, la foto di gruppo chiude ufficialmente la crociera. Il rientro è previsto verso le 19.30, ma qualcosa resta inevitabilmente ancora là: in una baia, in un bordo ben fatto, in una risata, in una manovra riuscita.

Considerazioni finali, Una scuola di vela, mare e comunità

Vento e mare formato ci hanno messo alla prova. Li abbiamo affrontati con equilibrio, in sicurezza e con quella giusta competitività che, in flottiglia, stimola ogni equipaggio a migliorare senza mai perdere il senso del gruppo.

La 38ª Crociera Scuola del Paterazzo è stata un’esperienza completa: tecnica, perché ha offerto occasioni concrete di apprendimento; marinaresca, perché ha richiesto attenzione, rispetto e adattamento; umana, perché ha confermato ancora una volta la forza di una comunità capace di accogliere, collaborare e divertirsi.

Un ringraziamento particolare va a Caterina, che ha svolto con precisione e generosità il ruolo di coordinatrice, agli skipper e ai secondi, a tutti gli equipaggi e a chi ha contribuito alla riuscita della crociera. Una menzione speciale anche a Cristiano Marini alla sua prima esperienza come secondo.

Per chi c’era, queste pagine saranno un modo per rivivere la settimana. Per chi è rimasto a casa, speriamo siano un invito a immaginare il vento sulle vele, il profilo delle isole croate all’orizzonte e il piacere semplice di sentirsi, ancora una volta, parte del Paterazzo.

Buon vento!

Manuela Beverari

con il supporto di Enrico Olioso