Marco Motton e Nicolò Ullian, giovani soci del Gruppo che hanno frequentato vari corsi e si stanno preparando per la patente nautica, ci raccontano, con ironia e simpatia, la loro esperienza da neo – armatori del Soling “Attilio”: saliamo a bordo con loro!!
Forse perchè non abbiamo l’aspetto di velisti da “classe olimpica”, forse perchè consideriamo i jeans come “pantaloni da vela”, o forse perchè alla domanda: “ma avete controllato la tanica di benzina”, rispondiamo con un: “boh, il prosecco ce l’abbiamo”.
Non è certo la prima volta che ci sentiamo rivolgere questa domanda, probabilmente dettata più dalla perplessità suscitata nell’interlocutore, che dalla sua curiosità.
Fatto sta che, un po’ per caso, un po’ per passione, un po’ perchè “in due ne facciamo forse uno” abbiamo deciso di condividere questa esperienza comprando la nostra prima barca a vela.
Ovviamente il nostro voler restare umili ci ha distolto dall’acquisto del “Falcone Maltese”, decidendo che, come prima esperienza da armatori, ci saremmo potuti accontentare di qualcosa di più modesto.
Così abbiamo iniziato a girovagare per i pontili, virtuali e non, alla ricerca di un barchino in vendita che potesse essere adatto alle nostre esigenze: poter ospitare almeno cinque persone per un aperitivo e, allo stesso tempo, per non sembrare dei principianti agli occhi dei terzi, poter regalare qualche astratta soddisfazione nelle regate lacustri.
Per puro caso, avevamo noleggiato in estate una sconosciuta barca a vela al circolo Acquafresca, che subito ci aveva colpito per la linea: pulita, semplice ed elegante. Nella nostra inettitudine velica decidemmo di approfondire, e così, fra una pagina di Wikipedia, qualche blog e una manciata di video su YouTube, scoprimmo che quella sconosciuta barchina era un Soling.
Frutto di un progetto nato “in economia” nel 1967, capace di competere con modelli ben più blasonati, è stata Classe Olimpica dal 1972 al 2000. Quel poco spirito agonistico insito in noi ha preso il sopravvento e, quindi, ci siamo messi alla ricerca di un Soling.
La povertà e l’assoluta carenza di manualità che ci contraddistinguono, hanno reso la nostra ricerca assai avvincente: dovevamo trovare un Soling che non necessitasse di alcun lavoro di manutenzione e, allo stesso tempo, che rientrasse nel budget che ci eravamo prefissati.
Budget assai basso, concordemente stabilito sulla base del noto mantra del principiante: “se anche dovessimo affondare, poco ci perdiamo”.
Settati i parametri di ricerca, ecco che su Subito appare Attilio, un bellissimo Soling con lo scafo blu, restaurato da poco, e con posto barca a Desenzano del Garda.
Andiamo a vederla, e come sempre accade a chi ha molto entusiasmo e poca esperienza, ci sembra perfetta. Le nostre vaghe perplessità sulla bontà dell’acquisto, vengono subito fugate dalle parole del giovane proprietario: “la barca è pronta per navigare, non dovete farci nessun lavoro”.
Ottimo, era quello che volevamo sentire. La prendiamo. Finalmente arriva il tanto atteso weekend, e non vediamo l’ora di fare la prima veleggiata inaugurale.
Le previsioni davano vento sui 10-12 nodi, ma noi avevamo pensato a tutto il necessario per navigare in sicurezza: due pacchi di taralli e una bottiglia di rosè.
Angelo, il gruista, inizia le operazioni per mettere la barca in acqua. Non nasconde la sua perplessità nel vederci uscire da soli e, fra una chiacchiera e l’altra, tenta di dissuaderci dall’impresa.
Impossibile: abbiamo nel nostro curriculum velico l’attestato di frequenza del corso Primi Bordi e Avanzato rilasciato dal Circolo Velico “Il Paterazzo”, siamo certamente in grado di affrontare ogni condizione meteo in sicurezza.
Che poi, se il Soling è stato Classe Olimpica per più di vent’anni, vorrà dire che il vento lo regge bene, no?!
Angelo si persuade, e le manovre di messa in acqua della barca proseguono, attirando un piccolo pubblico di velisti, un po’ come succede con i pensionati quando scoprono un nuovo cantiere.
Le curiosità e le perplessità degli astanti non sono poche, ed ecco che dal pubblico arriva la fatidica domanda: “ma perchè proprio un Soling?! È una barca molto tecnica. Siete esperti?”
Per fortuna Attilio è in acqua, siamo pronti a salpare e, tergiversando, riusciamo a glissare quella scomoda domanda, la cui risposta avrebbe palesato tutta la nostra inettitudine velica.
Usciamo dal porto. Andiamo al vento. Issiamo la randa. La barca ci sembra già molto veloce, ma decidiamo che ci sono comunque le condizioni per brindare in sicurezza e…cincin. Il rosè è finito. Il vento sta rinforzando, così come la curiosità di issare il fiocco e di vedere effettivamente quanto va la barca.
Certo, anche il senno inizia a dire la sua, ma l’entusiasmo prevale e quindi fiocco in drizza e si va a bordeggiare.
Attilio è davvero velocissimo e lascia dietro di sé una bella scia. È anche molto sbandato, ma con razionalità arriviamo alla conclusione che, essendo stato Classe Olimpica, è giusto che l’andatura sia così sportiveggiante. Avendo sfidato abbastanza la sorte, decidiamo che è l’ora di rientrare. Il motore, stupiti, si mette in moto senza difficoltà.
Prua al vento. Giù fiocco. Giù randa. Siamo vivi. Entriamo in porto. Arriviamo un po’ lunghi, ma poco male, la si può fermare anche a braccia la barca.
Così come alla partenza, anche al nostro arrivo si raduna un piccolo pubblico che ci accoglie con una mescolanza di gioia e stupore, quasi come fossimo Cristoforo Colombo al ritorno dalle Americhe.
Da allora è passato qualche mese, e ci sentiamo di poter dire di aver raggiunto quella parvenza di dimestichezza che ci permette di affermare che: “sì, certamente l’anno prossimo parteciperemo al Campionato Invernale”. O forse no.
Ancora oggi, ogni tanto, in un flusso di coscienza interiore, capita di imbatterci in quella gettonata domanda: “ma perchè proprio un Soling?”
Nicolò e Marco





Soling
Tipo imbarcazione: Deriva
Cantiere: Norvegia
Progettista: Jean Herman LingeDettagli tecnici:
Dettagli tecnici:
Lunghezza: 8,15m
Larghezza: 1,90m
Pescaggio: 1,30m
Peso: 1,00 t
Velatura: 21,70mq
Armo: sloop con randa, fiocco e spinnaker
Uno scafo veloce, tecnico per un equipaggio di tre persone protagonista per 30 anni nelle classi olimpiche.
Monotipo (è costruito solo in vetroresina) a chiglia fissa capace di alte prestazioni, il Soling per trent’anni è stato l’ammiraglia delle classi olimpiche poi, nel 2000, il suo pre-pensionamento a favore della nuova deriva Yngling. Disegnato nel 1967 dal norvegese Jean Herman Linge, il Soling ha uno scafo tondo di linee moderne con carena veloce e deriva fissa dal peso di ben 538 chilogrammi. Un dislocamento che non gli impedisce di planare con facilità e di avere la fama di barca “nervosa”, sensibile alle regolazioni e agli spostamenti dei tre membri di equipaggio. Uno scafo tecnico, palestra di molti grandi campioni della vela. Il piano velico prevede randa, fiocco e spinnaker.
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