Un semplice punto cambiò il destino di fra’ Martino. È la celebre vicenda legata all’Asso di Coppe e al detto: “Per un punto Martin perse la capa”… Che sia anche un monito per noi marinai?
Da tempo l’antico convento era senza priore perchè l’anziano che lo amministrava era morto… Il padre provinciale non sapeva come rimpiazzarlo non trovando un monaco di altrettanto pari talento però, da una sua indagine, scorse in fra’ Martino doti di attitudine e sagacia comprovate nel saper far di conto, nella cura dedicata all’ambiente, nel programmare momenti di preghiera e di lavoro per i fratelli conventuali e nel rendersi utile ai pellegrini di passaggio.
E la scelta cadde su di lui.
I frati, tutti felici, si diedero un gran daffare per organizzare una degna accoglienza al padre generale dell’Ordine che sarebbe arrivato con l’infula sacrale.
A fra’ Martino toccò l’incarico più delicato, quello di dipingere sul portale d’ingresso, a grandi lettere, una frase che esprimesse la quintessenza del valore morale su cui si basava la vita del convento.
Evidentemente in latino che recitava:
PORTA PATENS ESTO. NULLI CLAUDATUR HONESTO.
(la porta sia aperta, non sia chiusa a nessun onesto).
Una sbadataggine o la troppa concentrazione impiegata fece sì che il punto venne spostato:
PORTA PATENS ESTO NULLI. CLAUDATUR HONESTO
e per cui se ne ricavò:
La porta sia aperta a nessuno. Sia chiusa all’onesto.
Il padre generale arrivò preceduto da squilli di tromba. Lesse e sapendo di non essere un uomo malvagio si trovò di fronte ad una porta inospitale.
Manco scese dalla carrozza e se ne tornò portando con sè la capa (cappa o mantellina) che avrebbe indossato fra’ Martino per esercitare la funzione di Priore. Fu così che ‘per un punto Martin perse la capa’.
BV,
Franco Abriani
No Comments
Comments are closed.